Un amo di speranza per i pescatori della Repubblica Centrafricana

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Lungo il fiume Oubangui, nella Repubblica Centrafricana, il piccolo villaggio di pescatori chiamato Limassa riacquista la speranza in un futuro migliore dopo aver attraversato un terribile periodo di crisi. Sylvain Gninguèrè, pescatore come suo padre e suo nonno prima di lui, ci racconta come il progetto di COOPI finanziato da FAO e Agenzia Italiana per la Collaborazione allo Sviluppo ha aiutato il suo e tanti altri villaggi della periferia di Bangui a uscire dalla crisi economica.

Limassa è un villaggio piccolino, 231 anime raggruppate in una manciata di famiglie che vivono unicamente di pesca. In ogni famiglia c’è almeno un pescatore e il mestiere si tramanda di padre in figlio da generazioni: è una sorta di tradizione che ci tiene legati al nostro territorio. Gli uomini procurano il pesce e le donne si occupano di andare a venderlo nei mercati dei dintorni. Da quando la crisi ha messo a dura prova il commercio del pesce, che gran parte della popolazione non poteva più permettersi, troppo spesso mamme e papà sono accompagnati nelle loro attività quotidiane dai propri figli: giovani pescatori e piccole venditrici di pesce non per loro volontà, ma per necessità economiche e difficoltà ad accedere agli studi.

Ogni stagione ha le sue difficoltà

pescatori_rca_faoLa vita dei pescatori non è facile: ogni stagione ha le sue difficoltà. Nella stagione secca (da dicembre a marzo) la quantità di pesce nella nostra zona diminuisce e siamo costretti a lasciare il villaggio per cercare zone più pescose. Durante la stagione delle piogge, invece, la pesca è abbondante anche vicino al villaggio, ma a causa dei frequenti allagamenti i sentieri e le strade sterrate diventano impercorribili e l’unica via di accesso alla città e ai suoi mercati è la navigazione lungo il fiume con le piroghe. Non sono molti i pescatori che possono permettersele però: infatti sono molto costose e difficili da trovare sul mercato di Bangui. Alcuni si spingono fino alla Repubblica Democratica del Congo – sull’altra sponda del fiume – per acquistare piroghe più a buon mercato; altri continuano a usare vecchie piroghe degradate, rischiando la vita navigando in condizioni precarie e poco sicure; ma la maggior parte degli abitanti di Limassa resta isolata dalla città anche per lunghi periodi.

Un amo di speranza da COOPI

pescatori_rca_bambiniDa gennaio 2016, il progetto di COOPI “Sostegno alla resilienza ed alla coesione sociale delle famiglie vulnerabili colpite dalla crisi a Bangui” è intervenuto in parecchi villaggi di pescatori presenti nella zona attraverso delle formazioni sulle tecniche di pesca, più produttive di quelle messe in pratica fino all’anno prima. Molti hanno anche ricevuto in dono piroghe e dotazione di reti, ami, fili e altre attrezzature utili, che hanno facilitato la pesca e gli spostamenti. Ogni pescatore ha aumentato la propria quantità di pescato, che può quindi vendere al mercato ad un prezzo più accessibile a tutti traendone un maggior guadagno. Grazie all’amo di speranza che COOPI ci ha lanciato abbiamo riempito le nostre reti di pesci e le nostre tasche di qualche moneta in più. Ora possiamo permetterci l’accesso alle cure sanitarie e possiamo mandare i nostri figli a scuola. Spero così che se sceglieranno di diventare pescatori sarà per tenere viva la tradizione di famiglia e non solo perché non hanno avuto alternativa. Grazie COOPI per avermi reso fiero di essere un pescatore e fiero di essere padre qui, nella provincia di Bangui, lungo il fiume che da secoli è la risorsa principale della mia gente.

Un amo di speranza per i pescatori della Repubblica Centrafricana ultima modifica: 2017-01-05T16:35:59+00:00 da coopi