Conclusione del progetto “Kamarikuy Ch’akimanta” in Perù

Squadra del consorzio (Care, COOPI, ACH) con alcuni beneficiari del progetto della provincia di Huancanè.

Il progetto di riduzione del rischio disastri chiamato “Kamarikuy Ch’akimanta”, sviluppato in consorzio dalle ong COOPI, CARE Perù, e Acciòn contra el Hambre nella regione andina di Puno (Perù), al confine con la Bolivia, è giunto al termine. Questo progetto, della durata di diciotto mesi (dal mese di marzo 2016 a settembre 2017) e finanziato da ECHO (European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations), era stato avviato per aiutare le comunità e le autorità locali a fare fronte ai disastri naturali che sono soliti colpire la regione: siccità, gelate e grandinate.

COOPI si è occupata di sviluppare tutto l’aspetto istituzionale. Durante i diciotto mesi di progetto sono stati svolti diversi corsi di formazione per i funzionari locali, regionali, provinciali e distrettuali (274 funzionari e 37 organizzazioni come beneficiari diretti), allo scopo di migliorare le conoscenze degli strumenti tecnici nazionali e regionali per affrontare le calamità, nonchè ricevere finanziamenti pubblici per implementare progetti di risposta diretta.

CARE Perù e Acciòn contra el Hambre si sono occupate di svolgere le attività di campo con 20 comunità di contadini suddivise in 3 province della Regione: Huancané, Carabaya e Azangaro, tra i 4.000 e i 4.600 metri di altitudine. I beneficiari diretti sono risultati 3.710. Sono stati svolti corsi di formazione riservati ad agricoltori e allevatori per poter conoscere i problemi derivanti dal cambio climatico, dai rischi della siccità prolungata e delle gelate notturne; questi ultimi sono stati seguiti nel processo di miglioramento dell’alimentazione delle vacche e degli alpaca. Sono stati poi costruiti e realizzati interventi pratici per mitigare l’impatto dei disastri naturali come: pozzi tubolari con pompe sommergibili, parafulmini, piccole stalle per il bestiame, sciarpe e cappelli per bambini, microserbatoi per immagazzinare l’acqua per l’irrigazione dei campi, due biodigestori che convertono lo sterco degli animali in biogas per il riscaldamento di stalle e per cucinare.

Queste le dichiarazioni del coordinatore di progetto, Carlo Botti:
«Quando ho potuto visitare le comunità con i colleghi di progetto per monitorare l’andamento delle attività ho avuto modo di conoscere i beneficiari e vedere i loro sorrisi grati. Ho sentito la forza degli abbracci per poter trasmettere la felicità dell’avere un pozzo d’acqua vicino a casa o una mucca finalmente grassa, in grado di creare un ingresso economico stabile per la famiglia. La felicità di non dover più percorrere chilometri per portare a casa pochi secchi d’acqua con cui abbeverare gli animali, innaffiare il campo quasi completamente secco da mesi e con qualche residuo riuscire a cucinare la cena».

In parallelo con queste attività è avvenuta l’elaborazione di 20 piani di gestione comunitari e 5 siti sentinella, in grado di prevenire e organizzare le comunità per fronteggiare le difficoltà, soprattutto alimentari, che si riscontrano maggiormente durante le crisi climatiche. Sono stati inoltre elaborati due piani di prevenzione e riduzione dei disastri: uno globale della regione e uno specifico riguardante il pericolo della siccità, il primo piano regionale di questo tipo in tutta la nazione del Perù. Attraverso l’uso di un drone (e della conseguente formazione nell’uso di software tecnici per il processo delle immagini raccolte) è stato possibile aggiornare la piattaforma web nazionale di prevenzione del rischio di disastri, denominata SIGRID. Essa è accessibile da chiunque gratuitamente e consente la ricezione di informazioni regionali circa le zone di rischio, le vie di evacuazione, i punti sicuri, i report tecnici/scientifici e i piani di prevenzione attivi.

Prosegue Botti:
«Sono stati diciotto mesi molto intensi. La regione andina non è la tipica regione che ti accoglie a braccia aperte; bisogna guadagnarsi la fiducia e il rispetto sia delle persone che del territorio, con il lavoro duro e mantenendo la parola data. I “campesinos” sono persone semplici ma dure, con una grande memoria e con molta riconoscenza. Durante la visita di monitoraggio di ECHO, le persone delle comunità hanno potuto dimostrare come la qualità della loro vita sia migliorata, come si sentano più preparati ad affrontare il cambio climatico e la imprevedibilità delle piogge e della siccità. Hanno inoltre apprezzato il poter creare un ricco nutrimento bilanciato per il bestiame e il sentirsi più sicuri con un parafulmine e una piccola stalla per riparare i piccoli alpaca dal gelo notturno. I funzionari finalmente dispongono di piani regionali operativi e di tutti gli strumenti per poter agire attivamente per prevenire i pericoli e proteggere la popolazione. Purtroppo le stagioni saranno sempre più imprevedibili, ma l’adattamento e la preparazione sono un primo passo per migliorare la qualità di vita in questa regione andina molto spesso dimenticata».

 

Qui è possibile consultare il video di presentazione del progetto (in lingua spagnola; qui con sottotitoli in inglese), utilizzato da ECHO il 13 ottobre per il “Dia internacional de la gestión del riesgo de desastres” (Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali).

Conclusione del progetto “Kamarikuy Ch’akimanta” in Perù ultima modifica: 2017-11-13T11:20:25+00:00 da coopi