Boko Haram e la salute mentale degli sfollati

Barry_sguardo al basso

Un report sui servizi di salute mentale in contesti d’emergenza pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che le emergenze umanitarie raddoppino le probabilità che le persone vengano affette da disordini mentali. Grazie al supporto finanziario fornito da USAID/OFDA, COOPI ha lanciato nel Sud Est del Niger un nuovo progetto per la prevenzione e trattamento di questi ultimi, avente come beneficiari le comunità in fuga dalla violenza di Boko Haram.

Dal primo ottobre 2017 COOPI ha promesso di raggiungere 14.876 individui che hanno problemi con le conseguenze a lungo termine degli abusi fisici e sessuali inflitti dai militari di Boko Haram. La strategia consiste nell’incrementare l’accesso ai servizi di igiene mentale e di supporto per le donne vittime di abuso, formando lo staff medico locale a identificare e trattare gli individui bisognosi, nonché a indirizzarli verso un team esperto di psicologi.

La ricerca condotta dagli psicologi di COOPI nella regione di Diffa indica che la metà delle persone affetta da problemi di salute mentale li ha sviluppati come diretta conseguenza del conflitto in corso. Tra questi,  il 32% soffre di disturbo post-traumatico da stress (DPTS), il 25% di depressione a il 7% di psicosi- percentuali simili a quelle riscontrate in altri conflitti. Adama Consimbo, consulente psicosociale di COOPI in Niger, spiega che

Queste sono condizioni estremamente debilitanti, che possono ripercuotersi nel lungo termine sulle persone e su intere comunità se non viene fatto nulla per aiutarli a rialzarsi e riprendere il futuro nelle loro mani.

Nonostante l’emergenza, il Niger rimane uno dei Paesi con il numero più basso di professionisti di salute mentale nel mondo: solo quattro psichiatri per una popolazione di oltre 20 milioni di persone. Per arginare tale divario, la strategia di COOPI si focalizzerà sul fare il migliore uso possibile delle risorse umane già presenti, istruendole a rispondere a questi tipi di crisi, allo scopo di prepararle per il futuro e di renderle meno dipendenti dagli aiuti esterni. COOPI istruirà lo staff medico già presente, quali dottori, infermiere e ostetriche, a fornire servizi di igiene mentale e supporto psicosociale per coloro che ne hanno più bisogno. Questi professionisti della salute verranno supportati e supervisionati da un team esperto di psicologi, che si occuperanno dei casi più delicati. Spiegano Marzia Vigliaroni (capo missione di COOPI in Niger) e Giovanni Sala (capo progetto):

Questa è una strategia di salute pubblica che si è dimostrata efficace ripetutamente in differenti contesti d’emergenza. La nostra attenzione sarà posta sul fornire una formazione d’alta qualità e sull’assicurare un monitoraggio stretto dello staff medico in modo da garantire che la popolazione riceva cure eccellenti.

 

Barry_foto manoFotografie nell’articolo: © Abdoulaye Barry

Oltre a lavorare con lo staff medico, COOPI costruirà centri di supporto psicosociale per bambini e adolescenti allo scopo di fornire un ambiente appropriato per la protezione e la crescita dei membri più giovani della comunità. Questo consentirà di mettere a disposizione un luogo nel quale i bambini possano sentirsi al sicuro e dimenticare ciò che li circonda, oltre a essere posti nella condizione di sviluppare le loro abilità cognitive e emotive attraverso attività quali giochi, sport, recitazione e pittura.

Anche uno psicologo sarà operativo in questi centri per identificare da subito i bambini con difficoltà specifiche e fare in modo che ricevano l’attenzione necessaria a evitare l’insorgere di problemi di salute mentale più seri in futuro.

La sicurezza nel Bacino del Lago Ciad si è rivelata precaria sin dall’inizio dell’attività terroristica di Boko Haram nel 2009, caratterizzata da attacchi brutali ai villaggi e sporadici attentati suicidi, che hanno costretto un gran numero di persone a scappare dalle loro case e a abbandonare tutto. La regione di Diffa in Niger, al confine con la Nigeria, conta oggi giorno circa 250mila persone colpite direttamente dalla crisi. La maggior parte è testimone in prima persona degli atroci atti commessi dalle milizie di Boko Haram, compresi brutali omicidi e rapimenti di familiari e amici.

COOPI lavora a Diffa dal 2013 e ha sviluppato una strategia regionale per rispondere alla crisi del Bacino del Lago Ciad attraverso un approccio integrato che include l’istruzione, la protezione, la sicurezza alimentare e programmi di salute mentale. Questi interventi consentono di rispondere con prontezza ai bisogni urgenti delle popolazioni colpite dal conflitto.

 

 

Boko Haram e la salute mentale degli sfollati ultima modifica: 2017-11-15T17:20:55+00:00 da coopi