Haiti: prove di evacuazione in caso di catastrofi

haiti 3

COOPI promuove la prevenzione di rischi di disastri in zone ad alto rischio di inondazioni

Uno dei modi più efficaci per far fronte a cicloni, uragani, tempeste tropicali, piogge torrenziali, piene e inondazioni che toccano regolarmente Haiti è essere preparati a farvi fronte. È per questo che COOPI ha iniziato un lavoro di esercitazioni di evacuazione nelle comunità urbane di Tabarre, ad Haiti.

Il primo dei 30 esercizi di evacuazione previsti da COOPI nel quadro del progetto finanziato da OFDA/USAID ha avuto luogo nel villaggio SAM di Bigarade Damien, zona esposta a numerosi rischi come le forti piogge e le inondazioni causate dalla vicinanza al fiume Grise.

“In questa esercitazione abbiamo considerato il ciclone, perché il suo impatto è generalmente devastante a causa della vulnerabilità persistente della popolazione. Per il canovaccio dell’esercitazione, ci siamo basati sull’esperienza del ciclone Sandy, che ha colpito violentemente questa zona, nell’ottobre 2012. In effetti, Haiti ha registrato il bilancio più elevato delle vittime, con almeno 52 morti, 15 dispersi e 19 feriti” spiega Morena Zucchelli, rappresentante di COOPI e esperta di riduzione dei rischi di disastri (RDD) ad Haiti.

Tutto è stato organizzato con la Protezione Civile provinciale, comunale e locale e con delle squadre di intevento comunitario (EIC) formate da volontari che si occupano del supporto delle comunità nella RDD. “Abbiamo selezionato per le prove di evacuazione le famiglie più esposte ai rischi di inondazione perché le loro case sono nei pressi della Rivière Grise. È un luogo difficile perché durante i cicloni, le case vicine al fiume possono essere facilmente portate via dalla violenza della corrente” dice Casimir Espoididieu, capo dell’EIC di Croix des Mission-Butte Boyer, un quartiere molto vulnerabile del Comune di Tabarre.

Tutta la settimana prima dell’esercitazione, le squadre EIC della zona hanno realizzato incontri di informazione e di sensibilizzazione con le famiglie esposte ai rischi, basate sull’utilizzo del Piano di Emergenza Familiare (PUF, Plan d’Urgence Familial), sulla preparazione di un kit di emergenza e sulla conoscenza del sistema di comunicazione, degli allarmi, del percorso di evacuazione e del punto di ritrovo. Tutto lo scenario è stato spiegato e organizzato, proprio come uno spettacolo teatrale.

Abbiamo immaginato che il 13 novembre il Paese fosse in allarme giallo per le intense piogge che provocavano un aumento del livello dell’acqua della Rivière Grise e per i canali che straripavano. I gruppi EIC della zona alle 10:00 hanno comunicato alla popolazione il passaggio all’allarme arancione con dei megafoni, dicendo alle persone di restare vigili e pronti per una eventuale evacuazione e di non dimenticare di preparare i loro kit di emergenza. Il 14 novembre, la situazione meteorologica si è aggravata e siamo passati all’allarme rosso e in poco tempo all’evacuazione.

“Attenzione gente! Arriva il ciclone!! Cominciamo l’evacuazione!! Prendete i vostri kit di emergenza, i vostri figli per mano e uscite dalle vostre case per seguire il percorso dell’evacuazione” gridavano alcuni volontari EIC nei loro megafoni, mentre altri attivavano una sirena.

Più di 220 persone (al posto delle 100 previste inizialmente) hanno partecipato attivamente all’evacuazione, equipaggiate con kit di emergenza e coi loro neonati in braccio e i bambini per mano, e numerosi curiosi guardavano per strada lo svolgimento dell’esercitazione. I volontari, accompagnati dagli Scout, hanno aiutato le persone ad attraversare le zone più difficili, pronti ad assistere le persone con limitate capacità di movimento. “C’era anche un gruppo musicale di Rara (ritmo musicale haitiano caratterizzato dalla preponderanza delle percussioni) che apriva il percorso da seguire per l’evacuazione. Questo perché non è facile parlare di rischi e le persone hanno spesso paura di lasciare le proprie case vuote e possono non partecipare. Al ritmo della loro musica, sono più a loro agio e inclini a partecipare e a ricordarsi dell’esercitazione e del suo messaggio” spiega Morena Zucchelli.

 

Quando lo stato di allarme è cessato, le persone evacuate sono tornate tranquillamente e al sicuro al punto di partenza dell’esercitazione e là tutti i partecipanti si sono riuniti per un debriefing a caldo.

“Il senso di questo genere di esercizi è di rinforzare le capacità delle famiglie più vulnerabili, spiegando l’importanza di essere ben preparati in caso di emergenza in un modo pratico e accattivante perché resti in loro un ricordo positivo. L’obiettivo è di riuscire a creare dei riflessi automatici cosicché le persone possano gestire bene una situazione di emergenza ed evitare il maggior numero possibile di vittime”, commenta Morena Zucchelli.

La vulnerabilità delle comunità di fronte ai rischi di disastri costituisce una delle minacce principali a uno sviluppo durevole e inclusivo ad Haiti. A questo proposito, COOPI lavora sulla RRD ad Haiti, mettendo l’accento sul rafforzamento della capacità del livello di preparazione di fronte a disastri, favorendo una gestione migliore delle risorse del territorio.

Haiti: prove di evacuazione in caso di catastrofi ultima modifica: 2016-01-25T15:30:43+00:00 da coopi