Bilancio
Nel 2010 i proventi sono stati di 35.494.335 euro, di cui il 94% impiegato in progetti nel Sud del mondo.
Le "mile stones" di COOPI
Per l’anagrafe ufficiale, COOPI – Cooperazione internazionale nasce il 15 aprile del 1965, quando l’associazione è formalmente fondata a Milano. Ma la storia di COOPI comincia prima, già nel 1961.
1961 Vincenzo Barbieri, fondatore e tutt’ora presidente di COOPI, è a Lione per studiare Teologia in vista della partenza per il Ciad come missionario Gesuita. In Francia entra in contatto con i movimenti di volontariato laico internazionale che da anni inviano persone volenterose nei paesi in via di sviluppo.
1962 Barbieri decide di portare questa esperienza in Italia. Scrive vari articoli su riviste missionarie cercando volontari pronti a partire. Il risultato è sorprendente. In pochi mesi arrivano decine di lettere di risposta. Barbieri decide di rimandare la sua partenza e organizzare le persone che avevano risposto all’appello. A Lione viene aperta una casa per accogliere i primi volontari italiani e prepararli alla partenza per le missioni.
1963 Ordinato prete e tornato in Italia, Padre Barbieri, con un gruppo di laici, affitta due case a Milano: una in via Agnesi, destinata agli uffici e all’abitazione delle ragazze, e l’altra in corso di Porta Romana, per i ragazzi.
1964 I primi due volontari di COOPI, Bruno ed Enrica Volpi, sposatisi da poco, sono pronti a partire per il Rwanda. Padre Barbieri contatta i giornalisti per dare visibilità alla loro partenza: sono i primi volontari laici italiani a partire per il Sud del mondo, uno scoop per molti. Il nome di Cooperazione Internazionale comincia a circolare e grazie agli articoli sui giornali e ai servizi televisivi sempre più giovani chiedono di partire.
1965 Il 15 aprile, Barbieri, insieme a 18 volontari laici, fonda ufficialmente COOPI — Cooperazione Internazionale. È anche l’anno in cui COOPI collabora con altre associazioni di volontariato internazionale per mettere a punto il testo di legge Pedini, per sostituire il servizio militare con 24 mesi di servizio civile nei paesi in via di sviluppo.
1966 Entra in vigore la legge sul servizio civile. COOPI conta già 25 volontari attivi in 10 paesi dell’America latina e dell’Africa. Insieme ad altre quattro organizzazioni, fonda la Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV).
Gennaio 1969 Padre Barbieri, pur rimanendo sacerdote, lascia l’Ordine dei Gesuiti di cui fa parte. Decide di dedicare la sua vita alla formazione e alla organizzazione dei volontari che vogliono partire per il sud del mondo.
Giugno 1969 La sede di COOPI si trasferisce in via De Lemene, in una cascina da ristrutturare di proprietà del Comune di Milano. Vi si stabiliscono le abitazioni dei volontari, gli uffici e il magazzino.
Tutte le attività vengono coordinate da Padre Barbieri con l’aiuto di numerosi volontari e si organizzano corsi di formazione per i volontari in partenza. La cascina di via De Lemene è tutt’ora la sede italiana di COOPI.
1973 COOPI continua a svilupparsi con più progetti, con più realtà locali e più volontari. Chi parte per il Sud del Mondo vi rimane per almeno due anni.
1975 COOPI è attiva e partecipe del panorama di volontariato internazionale in Italia. Organizza campi di lavoro, il cui ricavato destina ad opere di solidarietà.
1976 COOPI comincia a lavorare su programmi finanziati dal Governo italiano, dalla CEE e dall’ONU. Nel 1976 il Ministero degli Affari Esteri (MAE), che fino ad allora aveva riconosciuto e sostenuto solo i volontari inseriti in “progetti privati” promossi dai missionari o da comunità locali, chiede a COOPI la collaborazione per un “programma governativo” a Malta.
1978 Tra le prime Organizzazioni italiane, COOPI riceve un finanziamento della Comunità Europea per occuparsi di un progetto di sviluppo nel sud del Camerun.
1980 Per la prima volta nella sua storia, COOPI partecipa ad un intervento di emergenza, in Somalia, a favore dei rifugiati, a seguito della crisi dell’Ogaden. Si tratta di un nuovo fronte di impegno a cui l’associazione viene chiamata dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, anche grazie alla solidità e all’importanza raggiunte.
1982 COOPI si struttura sempre meglio per rispondere in modo efficace alle nuove esigenze organizzative. Questo permette di rendere sempre più affidabile l’associazione anche agli occhi dei finanziatori istituzionali.
1990 Accanto alle attività di cooperazione internazionale, COOPI aumenta le sue attività di sensibilizzazione e di educazione allo sviluppo in Italia.
1991 COOPI avvia il primo progetto finanziato da ECHO, il Dipartimento per gli aiuti umanitari della Commissione Europea. Si tratta di un importante intervento in Somalia.
1993 COOPI diviene per la prima volta partner di ECHO.
1997 COOPI partecipa alla fondazione del Master universitario internazionale in Cooperazione allo Sviluppo dell’Università di Pavia, tutt’ora attivo.
1999 Insieme ad altre grandi Ong italiane, COOPI partecipa alla “Missione Arcobaleno”, per fronteggiare la crisi dei Balcani.
2001 COOPI supera i 22 milioni di Euro di progetti realizzati. La crescita maggiore riguarda il settore dell’emergenza. Sempre nel 2001, vengono aperte tre sedi regionali: nelle Marche, in Piemonte e in Veneto.
2002 All’interno della struttura organizzativa, viene costituito l’ufficio Emergenza, per permettere una gestione efficace degli interventi in situazioni di crisi. Vengono aperti importanti progetti nel Medio Oriente.
2004 COOPI comincia a lavorare nell’ambito della “preparazione della popolazione ai disastri naturali”. Il primo progetto viene attuato in Ecuador. In breve tempo diventa uno dei filoni di intervento più innovativi di COOPI.
In occasione della crisi umanitaria nel Darfur, COOPI decide di intervenire con dei progetti di emergenza; contemporaneamente, entra a far parte del comitato “ITALIA AIUTA”.
A dicembre, un violento tsunami si abbatte sulle coste del Sud est asiatico. Si tratta di una tragedia immane. COOPI è tra le prime Ong italiane ad organizzare un intervento di emergenza, che poi proseguirà con interventi di sviluppo in Sri Lanka.
2005 COOPI e Padre Barbieri ricevono due importanti premi. Il primo è una menzione speciale al Premio per la Pace consegnato dalla Regione Lombardia per “l’impegno profuso nella tragedia del Sud Est asiatico”. Il secondo è l’Attestato di Benemerenza Civica, consegnato a Padre Barbieri e a COOPI dal Comune di Milano per il lavoro nel sociale.
2006 COOPI decide di occuparsi anche del Sostegno a distanza.
2007 COOPI entra a far parte del Watch Group of Voice, l’Associazione europea che riunisce le ONG che lavorano nell’emergenza. Inoltre COOPI, con altre dieci grandi associazioni Italiane, costituisce il Network “LINK 2007”. Sempre nel 2007, COOPI aderisce all’Associazione Mosaico che opera nell’ambito del Servizio Civile in Italia e all’estero.
2008 COOPI sottoscrive il “Patto con i Donatori”, in cui stabilisce i diritti di chi dona e i doveri dell’Associazione, alla luce dei principi, dei valori e della missione che la guidano. Inoltre attiva l’Ufficio di Relazione con i Donatori, che risponde alle richieste dei donatori in tempo reale.
2009 “ITALIA AIUTA”, a cui COOPI ha aderito nel 2004, si fonde in "AGIRE", l’Agenzia Italiana Risposta alle Emergenze, che raggruppa alcune tra le più importanti ed autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia.
2010 COOPI interviene attivamente nella emergenza del terremoto di Haiti, per prestare la prima assistenza. Si impegna nell’allestimento dei rifugi temporanei, nella fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari, nella protezione dei bambini e delle donne.
Il 9 dicembre muore p. Vincenzo Barbieri.
Oggi COOPI è una delle più grandi e importanti organizzazioni non governative italiane. Nel maggio del 2011 è diventata Fondazione partecipata, mantenendo la prerogativa di Onlus.
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Un thè con il Sostegno a distanza -
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- Bologna - Piazza Re Enzo 1N (Voltone del Podestà)
Mostra fotografica "Sostegno a distanza sostegno al futuro" -
8/5
-21/5
- Milano - PricewaterhouseCoopers, via Monte Rosa 91
Le nuove sfide della Corporate Social Responsibility -
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- Milano - Villa Ca' Bianca
Cena con delitto e... di beneficenza





