Un mattone per andare a scuola

A Koidu, in Sierra Leone, i bambini si costruiscono i mattoni per ristrutturare la propria scuola e poter frequentare le lezioni.
COOPI, attraverso i progetti di adozione a distanza, vuole tutelare il diritto all'istruzione e la possibilità di essere bambini.

Maria Teresa Loteni, volontaria di COOPI in Sierra Leone, si è recata nel distretto di Koidu per fare uno studio sulle scuole presenti nella zona, rilevarne le condizioni e selezionare quelle più bisognose di un intervento attraverso i progetti di COOPI di Adozione a distanza. Dopo qualche settimana, ci scrive...

 

Koidu — Sierra Leone

8 febbraio 2008

 

Esco per recarmi verso una delle tante scuole del villaggio quando la mia attenzione è attirata da un gruppo di bambini e bambine abbastanza grandi, sono quelli delle classi IV, V, VI, che stanno lavorando sotto il sole per costruire dei mattoni. Quando mi avvicino si fermano tutti, catalizzati dalla mia presenza, dal colore della mia pelle e dalla mia macchina fotografica; tranne Finda (nella foto a lato), che continua con le mani e i piedi nel fango a costruire i suoi mattoni. Capisco che i ragazzini invece di frequentare le lezioni stanno costruendo i mattoni per la loro scuola. Mi avvicino a Finda, le chiedo se posso farle una foto, perché è così forte per me vedere una ragazzina che si costruisce da sola i mattoni per la sua scuola... .

Lei acconsente senza alcun problema con un mezzo sorriso ma sempre continuando il suo lavoro senza fermarsi. Poi, quando la situazione si è un pò calmata e i bambini fanno meno confusione riesco a prenderla in disparte e a farmi raccontare la sua storia... .

Finda Gbmbo ha 12 anni; i suoi genitori, Mr. and Mrs. Lonlinesla sono morti quando lei aveva circa un anno e mezzo, durante la guerra che ha colpito la Sierra Leone per oltre dieci anni. Finda non ha fratelli né sorelle; dopo la morte dei genitori una zia l'ha portata con sé a Freetown, capitale del paese che dista sette ore di viaggio da Koidu. A Freetown Finda ha potuto frequentare solo la classe I: la zia infatti la maltrattava e così un'altra sorella della madre si è presa cura di lei e l'ha riportata a Koidu, dove Finda ha ripreso la scuola a Samadu Village. E' stata ammessa direttamente in classe III perché aveva un buon livello e per la stessa ragione alla fine dell'anno è stata promossa in classe V, quella che ora sta frequentando. Le piace molto la matematica e vorrebbe continuare i suoi studi a Freetown per migliorare il suo livello di istruzione. "Vorrei entrare nel mondo del business" mi ha detto "non voglio rimanere per sempre così, con pochi soldi come mia zia che vende dolci per strada e riesce a fatica a mandarmi a scuola".

Dopo averla ascoltata l'ho ringraziata e le ho stretto la mano, le ho augurato il meglio e tanta fortuna per il suo futuro, per la sua vita...

Mi ha colpita la sua forza, il suo "essere donna" nonostante i suoi 12 anni. Mi ha sorpresa anche la fierezza con cui mi ha detto: "vedi come è messa la mia scuola? bisogna costruire altre classi perché siamo in tanti..."

 

La scuola di Finda si trova veramente in condizioni precarie e necessita di un intervento strutturale.

L'obiettivo dei progetti di COOPI a Koidu è proprio quello di ristrutturare le scuole del distretto. Lo abbiamo già fatto in sette scuole, grazie anche alle tante famiglie italiane che, adottando un bambino a distanza, hanno contribuito al nostro intervento e garantito al bambino l'istruzione.

Abbiamo rifatto muri e pavimenti, imbiancato, sistemato porte e finestre, fornito i banchi e distribuito uniformi e libri ai bambini.

 

 

Il nostro obiettivo è di proseguire il nostro intervento in altre 5 scuole, che abbiamo selezionato in base ai bisogni più urgenti, dando così il nostro aiuto ad altri 250 bambini.

Come negli altri casi, sono previste opere murarie, la distribuzione di materiale scolastico e di kit medici per l'assistenza di base necessaria.

Tutto questo per garantire a tanti bambini come Finda il diritto all'istruzione, per permettere loro di frequentare le lezioni e di essere bambini, senza che debbano essere loro a preoccuparsi di rendere agibile la propria scuola.

 

Sostegno a distanza - 30 marzo 2008 -