COOPI pubblica il Rapporto Attività 2009

La relazione annuale fa il punto sulle nostre attività. Come nasce e perchè leggerla? Lo abbiamo chiesto a Barbara Nese, a capo dell'ufficio Progammi Internazionali di COOPI

Chi ha lavorato al Rapporto Attività 2009?

La redazione del rapporto di attività è coordinata dall'ufficio Pianificazione Programmi Internazionali ma è il frutto del lavoro di tutti gli uffici della sede centrale.

 

Cosa consigliereste a una persona che si accinge a leggere il Rapporto Attività di COOPI?

L'idea del rapporto è di fornire ai nostri sostenitori pubblici e privati un quadro sintetico delle attività che COOPI ha svolto nell'anno. In particolare ogni paese ha una sua scheda che aggiorna il lettore sui principali accadimenti dell'anno e su come i programmi della nostra organizzazione si sono evoluti. Ci sono inoltre delle sezioni dedicate ai programmi infanzia e migrazioni e sulle attività di fundraising e comunicazione e sulle iniziative di educazione allo sviluppo.

 

5 novità e 5 punti di continuità rilevati da COOPI rispetto al Rapporto 2008.

Novità rispetto al 2008? COOPI incrementa i suoi interventi in contesti di emergenza (dalla risposta alla siccità in Kenya ed Etiopia, al rafforzamento delle azioni in Palestina dopo gli scontri di dicembre 2008); promuove programmi binazionali e regionali (in particolare in America Latina e nell'Africa Centro-orientale); avvia programmi di Sicurezza Alimentare con un approccio di filiera (es. se si assistono i produttori di frutta, ci si occupa non solo del singolo coltivatore ma anche dei sistemi di irrigazione, della trasformazione, dell'imballaggio, del trasporto, commercializzazione.. per l'appunto di tutta la "filiera"); esplora nuove piste di collaborazione tra ong e imprese in percorsi di Responsabilità Sociale d'Impresa; rinnova i suoi strumenti e spazi di comunicazione per accrescere la propria raccolta fondi.

Rispetto alla continuità... l'organizzazione continua la propria azione in contesti complessi come la Somalia, la Repubblica Democratica del Congo, il Ciad; mantiene la sua presenza nei settori di intervento più storico: la sanità, l'acqua, l'agricoltura; sostiene i diritti della parte di popolazione più vulnerabile (bambini, donne vittime di violenza, popolazioni indigene); in Italia: prosegue l'informazione e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei progetti di educazione allo sviluppo e prosegue con le numerose iniziative dei tanti volontari.

 

Quali dati e numeri vorreste registrare nel futuro Rapporto 2010?

Nel rapporto 2010 mi piacerebbe leggere che siamo riusciti a raggiungere un numero sempre maggiore di beneficiari.. i bisogni sono sempre tanti anche se ce la mettiamo tutta.

 

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La relazione fornisce il quadro completo degli interventi di emergenza e di sviluppo realizzati nei paesi del Sud del mondo e un panorama del nostro impegno nella lotta allo squilibrio tra Nord e Sud del mondo con campagne di informazione e attività di sensibilizzazione.

 

Nel 2009, COOPI ha realizzato 193 progetti in 21 paesi del Sud del mondo, agendo in contesti di sviluppo nel 49% dei casi e di emergenza nel restante 51%.

 

Ultimo rapporto annuale:

 

COOPI_anno_2009.pdf

Formato: Documento PDF - Dimensioni: 3,14MB


COOPI inoltre ha condotto 28 progetti di Sostegno a distanza in 6 paesi (Perù, Senegal, Sierra Leone, Repubblica Centr— africana, Etiopia e Uganda), raggiungendo 1.891 bambini e bambine. Nel complesso, l'attività si è concentrata in Africa per il 81% e in America latina per il 16%.

Avvalendosi della professionalità di collaboratori in Italia, espatriati e operatori locali, COOPI ha raggiunto 4,9 milioni di beneficiari diretti.

 

Generale - 11 marzo 2010 -