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Chiediamo la fine dell'embargo alla Striscia di Gaza
LINK 2007 - il network che raggruppa 10 tra le più importanti Ong italiane, tra cui COOPI - condanna il blitz israeliano contro la Freedom Flotilla della notte del 31 maggio nelle acque internazionali di fronte alla Striscia di Gaza, che ha provocato la morte e il ferimento di 9 persone
COMUNICATO STAMPA
3 giugno 2010 — LINK 2007, il network che raggruppa 10 tra le più importanti Ong italiane, condanna il blitz israeliano contro la Freedom Flotilla della notte del 31 maggio nelle acque internazionali di fronte alla Striscia di Gaza,che ha provocato la morte e il ferimento di 9 persone. Nulla giustifica uccisioni di civili. Di fronte all’uso della forza militare indiscriminata le ong di Link 2007 esprimono commossa solidarietà agli attivisti uccisi e quelli arrestati e chiedono che venga fatta piena chiarezza sui fatti attraverso la commissione d’inchiesta internazionale, decisa dal Consiglio di sicurezza e da quello dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
La Flotta della Pace diretta a Gaza stava trasportando 10.000 tonnellate di aiuti, tentando di rompere l’embargo, imposto alla striscia di Gaza dal Governo Israeliano all’inizio del 2007. Dal punto di vista umanitario, gli effetti dell’embargo si sono rivelati devastanti. Alcune delle ong di Link 2007 lavorano da anni nella Striscia, cercando di assicurare l’accesso ai servizi di base come l’acqua, l’assistenza sanitaria, l’educazione ad una popolazione di 1.430.000 persone che per il 79% dipende da aiuti umanitari. L’embargo, tra le altre cose, vieta le esportazioni, limita l’entrata di materiale da costruzione e medico, cibo e benzina. Ciò ha causato la chiusura del 95% delle attività private, la perdita di più di 120.000 posti di lavoro, la riduzione di fornitura di elettricità e il deterioramento delle acque. La situazione è stata poi peggiorata dall’operazione Piombo Fuso del Gennaio 2009 nella quale quasi 1500 palestinesi sono rimasti uccisi e circa 3500 delle case sono state distrutte. Di fatto, il divieto d’ingresso del cemento e dei materiali da costruzione imposto dall’embargo impedisce una reale ricostruzione.
LINK 2007 chiede che l’Italia e l’Unione Europea facciano pressione affinché il Governo Israeliano ponga fine all’embargo e faciliti l’ingresso degli aiuti umanitari, riprenda con decisone il percorso dei negoziati di pace e permetta al popolo palestinese di riprendere finalmente la loro legittima via dello sviluppo. Fatti come questo oltre alla gravità della perdita di vite umane, portano a radicalizzare lo scontro tra le parti e allontanano ancora una possibile soluzione al conflitto israelo-palestinese. LINK 2007 si augura che Israele non perda l'opportunità di trasformare un grave errore politico e diplomatico in una opportunità di pace.
Per contatti:
Paola Amicucci
cell. 328.0003609
LINK 2007 - 3 giugno 2010 -
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