Bilancio
Nel 2010 i proventi sono stati di 35.494.335 euro, di cui il 94% impiegato in progetti nel Sud del mondo.
Il migrante marocchino come agente di sviluppo
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La questione migratoria è divenuta negli ultimi anni uno degli assi centrali delle politiche di cooperazione tra i paesi del Maghreb e l'Europa. In particolare la migrazione verso l'Italia è un fenomeno recente rispetto ad altri paesi Europei e ancora poco noto. In questo contesto, da maggio 2003 a aprile 2005 COOPI, attraverso il cofinanziamento dell'Unione Europea, ha realizzato il progetto pilota "Il migrante marocchino in Italia come agente di sviluppo nella sua comunità d'origine". Partner di COOPI nella realizzazione del progetto sono stati l'Associazione Punto Sud e la cooperativa El Sur.
Il progetto si propone di affrontare la questione attraverso un'attività di studio e ricerca sia in Italia che in Marocco, la realizzazione di un percorso di formazione nelle regioni di origine dei migranti e la costituzione di una rete di istituzioni, centri di ricerca ed associazioni allo scopo di creare un forum di riflessione ed analisi sul fenomeno migratorio marocchino verso l'Italia.
Il progetto parte dalla considerazione che i migranti vivono una doppia apparteneza sociale e nello stesso tempo una doppia esclusione, sia nel paese d'arrivo che nel paese di partenza, come sottolineato dal Prof. Mohamed CHAREF : "i migranti si trovano alla frontiera de l'essere e del non essere sociale" (La circulation migratoire marocaine : un pont entre les deux rives, Contact Agadir, 1999). Questa situazione di fragilità apre tuttavia nuovi spazi identitari, nuovi immaginari e ruoli sociali, e nuove possibilità di cooperazione allo sviluppo.
In particolare da un punto di vista economico i migranti possono giocare un ruolo importante nel colmare lo squilibrio tra le due rive del Mediterraneo. I gruppi di ricerca del progetto, sia Italiani (associazione punto.sud, et El Sur) che marocchini (l'Association Marocain d'Etude et de Recherche sur la Migration AMERM) hanno identificato alcune questioni centrali a riguardano le dotazioni di capitale umano sociale e finanziario dei migranti marocchini residenti in Italia che possano essere utili per lo sviluppo economico delle regioni d'origine. Quali sono le capacità tecniche, di gestione e di conoscenza de la cultura italiana che i migranti hanno acquisito? Che tipo di reti hanno costruito con l'ambiente italiano e che tipo di legami hanno ancora con il Marocco? I migranti marocchini sono inseriti in relazioni economiche, sociali e culturali che non siano reti etniche? Come vengono spese o investite le rimesse in Marocco? D'altro lato in Marocco l'analisi si è concentrata sullo studio della situazione socio economica delle regioni d'origine, la situazione delle micro e piccole imprese, le risorse disponibili, per identificare i bisogni dei settori produttivi che possano essere risolti attraverso uno scambio efficacie con i migranti. Il punto di forza e la novità del progetto è appunto questa sinergia tra la ricerca in Italia e in Marocco, e l'analisi di risorse e bisogni di una comunità che vive ormai in un spazio internazionale.
A completare il lavoro di ricerca il progetto prevede un'azione concreta di formazione in gestione e creazione d'impresa sia con migranti marocchini in italia titolari di piccole imprese, che con i piccoli imprenditori e artigiani delle regioni d'origine, allo scopo di dare strumenti e competenze che possano facilitare gli scambi e l'internazionalizzazione della piccola impresa marocchina.
Una serie di incontri, seminari e momenti di riflessione sono previsti sia in Marocco che in Italia:
• momenti di scambio tra le équipes di ricerca italiane e marocchine all'Università Mohamed V di Rabat;
• un seminario a Beni Mellal, capoluogo di una zona povera nel Marocco centrale da cui provengono la maggior parte dei migranti in Lombardia, rivolto alle istituzioni locali e ai beneficiari dei corsi di formazione per riflettere sulle possibilità che la migrazione apre nell'internazionalizzazione della piccola impresa locale;
• una conferenza internazionale a Milano conclusiva del progetto.
Un progetto di questo tipo è profondamente innovativo nel mondo della cooperazione allo sviluppo, in quanto coinvolge sia i paesi del Nord che del Sud ed affronta la tematica della migrazione uscendo dallo schema tipico in cui le ONG del Nord fanno progetti di sviluppo nei paesi del Sud del mondo. In questo caso il progetto vuole affrontare una questione internazionale, che coinvolge la società civile italiana come quella marocchina, il sistema economico del nord come quello del sud, e soprattutto i migranti, cittadini delle due rive del Mediterraneo, ponte tra due culture e due mondi.
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