
- Taufik Mohammad Ataoui al lavoro. Foto di Daniela Cavini/ECHO.
Per tutta la vita Taufik ha fatto il muratore.
Molti anni fa ha anche costruito la casa in cui oggi vivono i suoi 14 figli. "E' l'unica cosa che so fare - racconta. Avevo uno stipendio e potevo comprare carne e scarpe. Ora ho perso tutto".
Come a molte altre persone, a Taufik Mohammad Ataoui è stato negato il permesso di lavorare in Israele e nella Valle del Giordano. E nel distretto di Nablus di lavoro ce n'è poco.
Grazie all'intervento di emergenza realizzato da COOPI (ong italiana) e finanziato da ECHO (Servizio Umanitario della Commissione Europea) Taufik ha potuto riprendere a lavorare. "Lavoro per brevi periodi, dove c'è bisogno. A volte ci aiutano i vicini...Questo lavoro è una vera benedizione."

- Nablus, beneficiari costruiscono muretti di contenimento
Finora 14.520 persone hanno lavorato con noi: grazie ai loro stipendi, famiglie intere hanno potuto sostenersi, per un totale di 73mila persone.

- I beneficiari percepiscono dai 50 ai 75 (8-14 euro) NIS al giorno.
Foto di Daniela Cavini/ECHO.
I lavoratori sono selezionati tra i più vulnerabili, quelli con le famiglie più numerose o che comunque vivono sotto la soglia di povertà. I turni di impiego durano 20 giorni, per consentire al più altro numero di persone possibile di partecipare al progetto.
Si tratta di impieghi semplici a cui possono accedere anche persone senza una formazione specifica, come ad esempio la costruzione di muretti di contenimento di strade e orti, marciapiedi ma anche la parziale ricostruzione di scuole.