RCA: una nuova vita dopo la violenza

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T. H., ragazzina di 15 anni che vive a Obo, in Repubblica Centrafricana, ha accettato di raccontare la terribile esperienza che l’ha portata a diventare madre così giovane.

“Mi chiamo T.H., sono orfana di entrambi i genitori, ho 15 anni e vivo con mia nonna che è diventata più anziana e quindi non è più in grado di lavorare per garantire la nostra sopravvivenza e pagare le mie tasse scolastiche. Per guadagnare qualcosa, ho iniziato a vendere noccioline nel campo dei soldati ugandesi che si trova ad Obo. Un giorno, uno dei soldati mi pregò di spazzare nella sua capanna promettendomi che mi avrebbe dato dei soldi. Una volta rientrato, mi ha costretto a dormire con lui e mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Mi ha dato 5000 franchi che ho usato quel giorno per comprare del cibo per mia nonna. 3 mesi dopo mi sono resa conto di essere incinta senza saperlo. Quando sono ritornata al campo per parlare con il soldato che mi aveva messo incinta me, un suo collega mi ha detto che era già ripartito verso casa sua in Uganda”.

Ero pronta a morire

Il giorno del parto, l’ostetrica mi ha detto che avevo contratto il virus dell’HIV e avrei dovuto seguire la cura per tutta la vita. Quella notizia mi ha depressa, avrei preferito morire. Ogni giorno mi facevo domande sul mio futuro e su quello del bambino che non sarei stata in grado di mantenere. Un giorno, dopo aver ascoltato un programma radiofonico, ho scoperto che l’ONG COOPI si prende cura di chi è stata vittima di violenza e sfruttamento sessuale, così ho deciso di andare presso il loro centro di ascolto. Una volta arrivata, sono stata accolta calorosamente da uno dei loro operatori psicosociali che mi ha chiesto di spiegargli cosa fosse successo. Dopo il colloquio, mi ha indicato un suo collega che mi ha dato dei vestiti per me e per il mio bambino e mi ha fissato un nuovo appuntamento. Dopo aver partecipato a sei sedute di gruppo terapeutico con altre donne, ho cominciato a risentire di nuovo il gusto per la vita e sentivo rinascere in me l’amore per il mio bambino, mentre prima facevo fatica a prendermi cura di lui”.

Ho imparato ad amare nuovamente la vita

“Grazie all’attività di COOPI ho imparato ad amare la vita e ho cominciato ad amare il mio bambino, non ho potuto evitare di considerare il padre come il responsabile della mia la sofferenza. Ho anche imparato ad accettare il mio stato di sieropositività e ho continuato a partecipare alle sessioni di gruppo organizzate da COOPI all’interno del centro comunitario di Obo”.

Adesso, T. H. continua a beneficiare del sostegno dato dal progetto di protezione che COOPI ha ad Obo con finanziamenti dell’UNICEF.

RCA: una nuova vita dopo la violenza ultima modifica: 2017-05-13T13:16:36+00:00 da coopi