"L'intervento che stiamo realizzando in Ituri per combattere la malnutrizione chiuderà con risultati migliori del previsto" dichiara Giacomo Franceschini, responsabile degli interventi di COOPI in Rep. Dem del Congo, al ritorno da una missione nel Paese. >"Si prevede che al termine del progetto, a fine dicembre,
i bambini che avranno beneficiato del nostro interventi saranno 2.000 in più rispetto ai 18.000 previsti".
Nell'ambito dell'
intervento,
l'attività sulla quale stiamo puntando di più è la cura dei pazienti a domicilio. Si tratta di un
progetto pilota: mai realizzato prima nel Paese e concepito come esperimento per essere poi incluso nel nuovo protocollo del Programma Nazionale sulla Nutrizione del Ministero della Sanità (ProNaNut).
L'intervento è stato concepito in collaborazione con Unicef, ECHO (Ufficio Umanitario dell'Unione Europea) e il Ministero della Salute della R. D. del Congo.
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L'aspetto più interessante di questa attività à il fatto che, rispetto al sistema classico di assistenza ai bambini malnutriti presso i centri nutrizionali del Distretto Sanitario, veniamo a conoscenza di un numero molto maggiore di casi che hanno bisogno di assistenza" spiega ancora Giacomo. "
In Congo, infatti, a causa del pessimo stato delle vie di comunicazione e della situazione di insicurezza in varie regioni del Paese, l'accesso ai Centri Nutrizionali è sicuramente inferiore ai reali casi di malnutrizione. L'assistenza dei minori malnutriti a livello domiciliare, con l'ausilio di operatori comunitari, permette invece una presenza capillare sul territorio".
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Curando i pazienti direttamente nei villaggi abbiamo non solo l'opportunità di prestare assistenza a un numero maggiore di bambini, ma anche quella di informare e sensibilizzare le famiglie ed ottenere maggiori risultati: le mamme, preoccupate per il loro figlio malato sono infatti molto ricettive e predisposte a seguire le nostre indicazioni."
Sensibilizzare la comunità sulla corretta alimentazione è particolarmente importante in quanto
ci permette non solo di intervenire sugli effetti della malnutrizione ma anche
di combattere le cause che sono spesso dovute anche a fattori culturali.
Cogliendo l'occasione di distribuire alle famiglie le dosi settimanali per il bambino malnutrito, infatti, i nostri operatori si impegnano a dare alcuni semplici informazioni che possono ridurre il rischio di malnutrizione. Per esempio, la segnalazione di abitudini alimentari poco corrette quali la tendenza a un'alimentazione poco varia o a nutrirsi di alimenti poco nutrienti, come la manioca che da una sensazione di sazietà ma non contiene proteine.
Nei casi di insorgenza di altre patologie associate alla malnutrizione, i bambini vengono invece trattati nei reparti pediatrici degli ospedali di riferimento di zona, dove un medico di COOPI si occupa della formazione del personale infermieristico e cura il coordinamento delle attività mediche.
Possibile evoluzione del progetto
Il nostro intervento sarà rinnovato per tutto il 2007, durante il quale l'esperienza della c
ura dei bambini malnutriti a domicilio verrà estesa a un altro distretto sanitario della regione dell'Ituri.
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E' molto probabile che il Ministero della Salute farà propria la nostra esperienza e inserirà il metodo di cura della malnutrizione a domicilio nel nuovo protocollo per la lotta alla malnutrizione" spiega Giacomo.
Conclude così Giacomo Franceschini: "
In questo momento molto particolare del Paese, che con le prime elezioni libere appena tenutesi si sta avvicinando, ci auguriamo, a un nuovo regime di pace e democrazia, l'intervento delle ONG come COOPI risulta particolarmente importante: non dovendo più rispondere a situazioni di emergenza, le nostre attività ora sono fondamentali per sostenere l'avvio di un processo di sviluppo che porti concreti miglioramenti a tutto il sistema e alla vita delle persone".
22 novembre 2006