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Elezioni in RdC: notizie dal campo


in un clima di incertezza politica,
si aggrava il problema della malnutrizione


Abbiamo chiesto a Massimo Giovanola, coordinatore degli interventi che COOPI realizza in Repubblica Democratica del Congo, di raccontarci le elezioni "viste da vicino" e l'impatto che queste hanno avuto sulla realizzazione delle nostre attività.

Per darci una visione completa della situazione, Massimo ha contattato i colleghi attivi nelle diverse regioni del Paese "il Congo infatti, è un paese talmente vasto che ogni regione puo' essere considerata come un "paese nel paese" spiega Massimo.

Il quadro che ne risulta è un clima di totale incertezza: "parlando anche con il personale di altre ong, delle Nazioni Unite o dell'Unione Europea, siamo giunti alla conclusione che nessuno di noi sa immaginare concretamente il prossimo futuro e che solo le reazioni della popolazione ai risultati ufficiali di questo primo turno elettorale (che saranno resi pubblici a fine agosto) potranno darci un'idea di cosa succederà in futuro. Probabilmente assisteremo a un secondo ballottaggio che porterà alla nomina del futuro presidente verso fine anno e nel mentre vivremo una seconda campagna elettorale caratterizzata come la prima da proclami, manifestazioni, qualche scontro tra polizia e manifestanti e, forse, qualche vittima.
Per il momento, a parte in Ituri, dove per ragioni di sicurezza certe zone sono tutt'ora inaccessibili, nelle altre regioni tutto si è svolto nella normalità. La situazione più critica rischia di avverarsi nella capitale Kinshasa dal momento che, nei paesi africani, per vincere le elezioni, i politici lo sanno, si parte dalla capitale. Nel resto del paese, auspichiamo che anche durante il ballottaggio tutto si svolgerà in maniera tranquilla come durante le passate elezioni
".

In questo clima di attesa quel che è certo è che il problema della malnutrizione continua ad aggravarsi. "Il nostro centro, che puo' accogliere fino a un massimo di 120 bambini, in questo periodo ne ospita 169. Abbiamo aumentato il personale, gli orari di lavoro e soprattutto le strutture ricettive: per poter far fronte alle esigenze è stata installata una tenda militare in più oltre alle tre già esistenti attorno al nostro centro.
Nonostante questi sforzi le esigenze della popolazione sono sempre maggiori.
"

Le parole con cui Massimo conclude l'intervista sono allarmanti. Per questo facciamo appello alla solidarietà di tutti voi sostenitori di COOPI affinché partecipiate al nostro impegno per garantire interventi di urgenza ai bambini malnutriti in Repubblica Democratica del Congo.

L'unione dei singoli vostri aiuti, si è già rivelata preziosa nel caso dell'emergenza alimentare in Repubblica Centrafricana: sono stati raccolti circa 13.000 euro che ci hanno permesso di distribuire 258 tonnellate di cibo a 15.000 persone.
Lo stesso e ancor di più auspichiamo di fare per i bambini del Congo.

Leggi di più sui nostri interventi per combattere la malnutrizione.
Leggi la testimonianza di Morena Bassan, nutrizionista e coordinatrice del progetto nutrizionale nel nord - est della Repubblica Democratica del Congo.

Riportiamo qui di seguito la traduzione e il riassunto di un articolo apparso recentemente su IrinNews (sito di informazione delle Nazioni Unite) sulla questione della malnutrizione in Congo. Bunia, 31 luglio - "Le scorte di cibo da distribuire a 80.600 persone sfollate a causa dell'insicurezza nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, stanno terminando" dice un operatore locale del Programma Alimentare delle Nazioni Unite in Ituri.
"Abbiamo ancora solo 40/60 tonnellate di cibo per gli sfollati nei campi e con questa quantità possiamo rispondere solo ai bisogni delle donne incinte, delle donne che allattano e dei bambini" ha detto Francois Djissou, il funzionario del Programma Alimentare Mondiale, responsabile della sede PAM a Bunia (Ituri)

[...]

Nella zona a sud di Gety si trovano molti combattenti del Fronte di Resistenza Patriottica in Ituri (FRPI) e dei loro alleati appartenenti al Movimento Rivoluzionario Congolese (MRC). A causa della loro presenza molti sfollati non riescono a raggiungere le organizzazioni umanitarie a Gety.

A causa di ciò le ong sono sommerse di lavoro, ha affermato Djissou. L'ospedale mobile gestito da Medici senza Frontiere Svizzera era sovraffollato di bambini malati e malnutriti. Il Centro terapeutico gestito dall'ong italiana COOPI, che ha una capacità di 120 letti, attualmente ospita 169 bambini affetti da malnutrizione severa.

"La diffusione di malattie sarà sempre più grave perché è la prima conseguenza della mancanza di cibo", ha detto Djissou.

[...]

Un operatore di OCHA in Ituri ha affermato: "in Ituri ci sono emergenze ovunque e coloro che tornano nei villaggi hanno gli stessi problemi degli sfollati. Durante gli scontri e la fuga hanno perso tutto e al loro rientro devono ricominciare tutto dal nulla".

Una donna sfollata, che non ha voluto dire il suo nome, ha affermato "non siamo tornati al nostro villaggio perch´ abbiamo paura dei combattenti che violentano la gente per strada e nei campi." I combattenti fanno parte del FRPI e del MRC. Un ufficiale dell'esercito congolese inviato in Ituri per garantire sicurezza durante le elezioni contro questi movimenti, ha spiegato di aver ordinato alle sue truppe di costruire corridoi di sicurezza per garantire alla gente la possibilità di ritornare nei propri villaggi ma ciò non è bastato a tranquillizzare gli abitanti della zona. "Quei soldati non sono diversi dagli altri: credono che siamo combattenti anche noi e ci derubano" ha affermato una insegnante di un campo per sfollati.