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Testimonianza di un'esperienza di lavoro in R.C.A.Umberto Della Valle, coordinatore progetto di sviluppo nella regione della Lobaye
 "Quando si affronta il problema dell'educazione in paesi estremamente poveri come molti di quelli dell'Africa sub/sahariana, ci si rende conto di essere davanti a una priorità che non può essere trascurata. Da un lato, si ha la certezza di toccare il cuore dello sviluppo di un Paese e del suo avvenire; dall'altro, si è assaliti dal dubbio di un'impresa al limite dell'impossibile.
Vivo in questo Paese da circa 4 anni, ho lavorato in diverse prefetture al nord come al sud, occupandomi quasi sempre di educazione sia presso enti missionari che organizzazioni non governative, convinto che lo sviluppo del Paese e la promozione umana passa prima di tutto attraverso la formazione e la scolarizzazione del singolo.
Oggi nel mio lavoro con COOPI mi occupo dell'appoggio a una trentina di scuole elementari nella regione della Lobaye al sud del Paese. Le difficoltà sono le stesse che ho trovato anche altrove: mancanza di insegnanti - la media attuale è di un insegnante per 90 allievi - mancanza di aule, di supporti didattici - quaderni, penne, libri, registri - programmi didattici inadeguati, scarsa qualità dell'insegnamento, alto tasso di abbandono.
A partire da questi dati il cammino da fare è molto lungo ma necessario, indispensabile. E' questo il terreno su cui bisogna maggiormente spendersi per cercare di migliorare il più possibile l'accesso e la qualità dell'educazione, dimostrando alla gente più povera e intellettualmente indifesa che l'istruzione è portatrice di libertà, di indipendenza economica e di sviluppo. E' su questo che bisogna investire per il futuro dei figli e delle figlie del Centrafrica, ma anche dei loro genitori.
L'analfabetismo, infatti, genera analfabetismo. Per questo, da quasi due anni abbiamo aperto, in corrispondenza di una quindicina di scuole elementari, dei centri di alfabetizzazione per adulti con corsi trimestrali secondo le moderne tecniche di apprendimento delle lingue straniere in uso in Europa. Abbiamo deciso di rivolgerci principalmente alle donne, per molti aspetti il vero motore del Paese ma anche la categoria intellettualmente e legalmente più debole. I timori dell'inizio, legati al sovraccarico di attività che caratterizza le giornate delle mamme centrafricane tra il lavoro dei campi, la cura dei bambini, la gestione del focolare e i doveri coniugali, ci avevano un po' spaventati. Ci siamo detti: solo una forte presa di coscienza dell'importanza
dell'alfabetizzazione potrà spingere queste donne a ritornare sui banchi di scuola, ogni giorno della settimana per tre mesi.
Il flusso di domande di iscrizione, la perseveranza nella frequenza, la bontà dei risultati non solo ci ha tranquillizzati ma ci da' speranza e nuova energia. Sono le stesse speranze e energie che leggiamo negli occhi di queste donne che con orgoglio e entusiasmo iniziano a leggere piccole frasi, a scambiare delle brevi conversazioni, a poter riempire un formulario amministrativo, quasi per dirci: esistiamo anche noi e vogliamo comunicare con tutto quel mondo del quale fino a oggi siamo state spettatrici passive e che domani ci vedrà protagoniste insieme ai nostri figli.
Da questi occhi stanchi ma luminosi nasce la forza per perseverare nel nostro impegno nella cooperazione, ricordandoci sempre che cooperare significa operare-con, insieme a loro come attori non protagonisti pronti a diventare semplici comparse di un film che ha come unici protagonisti quegli occhi che piano piano imparano a guardare lontano."
Umberto Della Valle, 13 febbraio 2007
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