I produttori locali di Bambari rialzano la testa

I produttori locali di Bambari rialzano la testa

Le parole di Assoumana Ibro, capo progetto a Bambari, ci raccontano i risultati del progetto di sicurezza alimentare realizzato con UNDP (United Nations Development Programme), nella zona di Bambari, nel cuore della Repubblica Centrafricana.

Qual è stato l’obiettivo principale di COOPI e in che contesto vi siete trovati ad operare ?
Il nostro progetto si è proposto di aumentare la capacità di resilienza della popolazione locale grazie alla strutturazione e al rafforzamento delle capacità agricole e di allevamento delle organizzazioni di produttori. Stiamo parlando di una zona fortemente colpita dalla crisi che imperversa in RCA dal 2013. Una crisi che ha minato il funzionamento del settore agricolo e dell’allevamento; infatti gli attacchi dei gruppi armati hanno causato spostamenti forzati della popolazione, generando il deterioramento della redditività agricola e di conseguenza delle condizioni di vita delle popolazioni locali. Nella zona tra le città di Bambari e Ippy la popolazione non ha accesso alle risorse alimentari e soffre per la costante mancanza di cibo.

Quali azioni sono state messe in atto per rispondere alle esigenze della popolazione locale ?
Gli interventi si sono focalizzati soprattutto sul rafforzamento delle associazioni di produttori. In particolare abbiamo restaurato l’Unione delle associazioni agro pastorali  (UGAP – Union des Groupements Agro Pastoraux) di Bambari, si tratta di un’organizzazione che esisteva solo in maniera informale prima del progetto. La sua istituzionalizzazione ne ha rafforzato l’efficacia trasformandola in una piattaforma di riferimento per i produttori rurali della zona.
Attraverso l’UGAP sono state realizzate successivamente delle attività di formazione specifica per fornire ai produttori competenze tecniche riguardo all’agricoltura, orticoltura e allevamento di piccoli ruminanti e volatili.

Da un lato gli agricoltori hanno potuto apprendere nuove tecniche di fertilizzazione del suolo, le caratteristiche delle sementi, le modalità di raccolta e stoccaggio, anche grazie al supporto e alla formazione da parte dell’ACDA (l’Agence Centrafricaine de Dévelopement de l’Agriculture); nonostante il timore per gli attacchi dei gruppi armati, sono riusciti a mettere a coltura 300 ettari di terreno, con arachidi, sesamo, zucche, mais e Niébé. Dall’altro lato, gli allevatori hanno ricevuto 283 capre e 400 volatili ed hanno potuto accedere ad attività di formazione da parte dell’ l’Agence Nationale de Développement de l’Elevage (ANDE) grazie alla quale hanno potuto rafforzare le loro conoscenze sulla pratica dell’allevamento e sulle tecniche veterinarie per monitorare le condizioni di salute del bestiame.

Beneficiari del progetto Si dicurezza alimentare a Bamabri RCA Come sono stati scelti i beneficiari del progetto?
I beneficiari fanno tutti parte di groupements. Ovvero di strutture organizzative nelle quali sono stati raggruppati i produttori locali, includendo gli uomini e le donne più vulnerabili.

Avete incontrato qualche forma di resistenza o difficoltà?
I problemi legati alla sicurezza sono la principale difficoltà della sottoprefettura di Bambari. Gli scontri tra le forze armate ribelli, i conflitti intra-comunitari tra musulmani e milizie cristiane, gli anti-balakas, uniti alle continue razzie e attacchi armati hanno obbligato il team a restringere il proprio intervento sull’asse Bambari-Ippy e anche a certe zone del centro di Bambari. I servizi statali hanno delle difficoltà ad essere implementati e le popolazioni sono disperse e ostacolate nell’accedere alle terre coltivabili.

COOPI è in RCA da più di 40 anni. Quali sono le conoscenze specifiche e le competenze ormai acquisite che possiamo mettere in campo per migliorare la vita delle popolazioni locali con progetti come questo?
Sono molti i progetti di sicurezza alimentare che abbiamo realizzato in questo paese. L’esperienza che abbiamo maturato in più di quarant’anni oggi ci permette di focalizzare i nostri interventi sulla riabilitazione dei mezzi di produzione e lo sviluppo agricolo che vada oltre un’economia di sussistenza, attraverso la formazione, la dotazione di strumenti di produzione e lo sviluppo di canali di commercializzazione.

Quale sarà il futuro delle comunità in cui COOPI è intervenuta?
Grazie a questo progetto la popolazione di Bambari ha risollevato la testa. Per alcune persone il progetto è stato l’opportunità di riprendere la propria attività economica, interrotta nel 2013 con la crisi. Oggi i produttori locali hanno le possibilità e le competenze per continuare a coltivare terreno agricolo.
L’UGAP ha varato un piano quinquennale, 2016-2021, che prevede l’istituzione di banche per la distribuzione di semenza e di prodotti agricoli per far fronte ai periodi di magra e dare la possibilità alla comunità di coltivare le terre in modo più costante e proficuo in vista dei prossimi raccolti.

I produttori locali di Bambari rialzano la testa ultima modifica: 2016-09-05T10:03:04+00:00 da coopi