06-02-2026 | di COOPI
Allerta fame: forte preoccupazione per il Sudan
L'Integrated Food Security Phase Classification Partnership (IPC) il 5 febbraio ha lanciato l'allarme per la malnutrizione acuta a livelli di carestia rilevata in altre due località del Darfur settentrionale, Um Baru e Kernoi. Solo tre mesi fa, l'IPC aveva avvertito che la carestia era in corso negli Stati del Darfur e del Kordofan, con un alto rischio che queste condizioni si diffondessero ulteriormente.
I livelli di malnutrizione acuta recentemente identificati rappresentano una privazione estrema e potenzialmente letale, e l'IPC potrebbe presto confermare la carestia anche in queste ulteriori aree. Per i bambini piccoli il pericolo è particolarmente grave: la malnutrizione indebolisce gravemente il loro sistema immunitario, rendendoli molto più vulnerabili alle malattie in un momento in cui l'assistenza sanitaria e altri servizi sono stati gravemente compromessi, se non completamente collassati. L'esperienza globale ci insegna che spesso le conferme di carestia arrivano troppo tardi. Migliaia di persone potrebbero essere già morte e molti bambini sopravvissuti rischiano di subire danni permanenti.
Questo nuovo allarme conferma ciò che le comunità e gli operatori umanitari temono da mesi. La fame sta aumentando e si sta radicando in aree in cui gli operatori umanitari non possono accedere. Anche nei luoghi in cui possiamo operare, le risorse sono drasticamente insufficienti per soddisfare i bisogni enormi e fermare la diffusione della fame.
COOPI – Cooperazione Internazionale, insieme ad altre 21 organizzazioni umanitarie internazionali, avverte che altre aree potrebbero trovarsi ad affrontare condizioni catastrofiche simili. Tuttavia, l'escalation del conflitto e le severe restrizioni di accesso impediscono valutazioni complete e risposte tempestive. Da quasi tre anni, gli attori armati in Sudan conducono attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili essenziali per la sopravvivenza. Il Sudan è anche teatro di una guerra senza tregua contro le donne e le ragazze, che continuano a subire violenze sessuali sistematiche legate al conflitto. Questa violenza ha costretto milioni di persone ad abbandonare le loro case e i loro mezzi di sussistenza, ha devastato la capacità delle persone di produrre e distribuire cibo e ha regolarmente bloccato il loro accesso all'acqua, all'assistenza sanitaria e ai servizi di protezione.
L'accesso umanitario limitato, le continue carenze di finanziamenti e l'insufficiente volontà politica stanno convergendo in una catastrofe che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Senza un accesso immediato e senza ostacoli alle operazioni umanitarie, insieme a un rapido aumento delle risorse, anche per gli attori locali, la diffusione della fame non cesserà.
DATI
- Il Sudan rimane il Paese con la più grave crisi alimentare, umanitaria e di sfollamento al mondo, con oltre 33 milioni di persone che necessitano urgentemente di assistenza umanitaria e oltre 9 milioni di sfollati interni.
- Quasi 29 milioni di persone (il 61,7% della popolazione) vivono in condizioni di grave insicurezza alimentare.
- Quasi 10,2 milioni di persone rientrano nelle categorie di insicurezza alimentare grave ed estrema, livelli associati a fame estrema, malnutrizione e morte.
- Le donne sono colpite in modo sproporzionato: le famiglie con a capo una donna sono tre volte più esposte all'insicurezza alimentare rispetto a quelle con a capo un uomo.
- Si prevede che la malnutrizione acuta dei bambini di età compresa tra 6 e 59 mesi e delle donne in gravidanza e in allattamento peggiorerà nel 2026, con quasi 4,2 milioni di casi stimati di malnutrizione acuta, di cui oltre 800.000 casi di malnutrizione acuta grave (SAM). Si prevede che questo numero aumenterà con il continuo peggioramento della situazione.
- Nel 2025 è stato raccolto appena il 40% dei fondi necessari per affrontare la crisi umanitaria.
- Il 57%, ovvero più della metà degli sfollati che soffrono la fame, non riceve aiuti a causa della mancanza di fondi.
Le ONG internazionali che hanno firmato l'allerta fame in Sudan sono: Action Against Hunger (ACF), Africa Humanitarian Action (AHA), CARE, Concordis, Cooperazione Internazionale (COOPI), DanChurchAid (DCA), Danish Refugee Council (DRC), Humanity & Inclusion (HI), International Rescue Committee (IRC), LM International, MedGlobal, Medical Teams International (MTI), Mercy Corps, Norwegian Church Aid (NCA), Norwegian Refugee Council (NRC), Plan International, Relief International (RI), Save the Children, Solidarités International (SI), Trócaire, Vétérinaires Sans Frontières (VSF), World Vision.