Ciad. “Ho trasformato il mio dolore in forza”. Le donne al centro della pace
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10-03-2026 | di COOPI

Ciad. “Ho trasformato il mio dolore in forza”. Le donne al centro della pace

Non ci sarà sicurezza duratura in Ciad senza la partecipazione attiva di coloro che cullano il futuro.

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, Ida Carmelle, capo progetto di COOPI – Cooperazione Internazionale, ricorda il ruolo essenziale delle donne nella costruzione della pace.

L’8 marzo segna anche un momento simbolico per la chiusura del progetto "Donne, Pace e Sicurezza: Rafforzare il ruolo delle organizzazioni femminili locali nel contribuire alla pace e alla sicurezza in Ciad attraverso il processo di Disarmo, Smobilitazione, Reintegrazione e Rimpatrio (DDRR)", implementato da COOPI e finanziato dal Foreign, Commonwealth & Development Office.

Progressi concreti nelle comunità

Il programma ha sostenuto la creazione di cinque reti dipartimentali e di una rete provinciale di organizzazioni femminili, nonché l’istituzione di un meccanismo di micro-sovvenzioni che ha permesso di supportare 209 gruppi di donne nella realizzazione di micro-progetti e attività di sensibilizzazione.

Parallelamente, è stato fornito supporto psicosociale alle sopravvissute alla violenza, provenienti sia dalle comunità ospitanti sia tra gli ex associati. Queste azioni sono state accompagnate da gruppi di dialogo, dibattiti pubblici e campagne di sensibilizzazione, favorendo la partecipazione delle donne ai meccanismi locali di risoluzione dei conflitti.

Un modello per una pace duratura

In occasione della Giornata, diverse testimonianze hanno illustrato l’impatto concreto del progetto nelle comunità.

Malloum Mboh, ex associato di Magui, nel dipartimento di Fouli, spiega:

Grazie al fondo rotativo del progetto, ho potuto avviare un’attività di vendita di pesce affumicato e coltivazione di arachidi. Oggi non sono più percepito come un ex associato, ma come un commerciante che rifornisce il mercato locale. Questo successo economico è stato il motore della mia reintegrazione.

Dal lato delle autorità locali, l’impatto del progetto è altrettanto evidente:

Il progetto FPS ha fornito una risposta concreta alle sfide del processo DDRR nella nostra provincia. Per la Delegazione della Donna, il sostegno strutturato ai gruppi femminili rafforza in modo duraturo la leadership locale. Per l’autorità provinciale, questo progetto è stato una leva essenziale per la sicurezza: facilitando la reintegrazione socio-economica degli ex associati attraverso le organizzazioni femminili, abbiamo consolidato la pace sociale. È un modello di consorzio che risponde direttamente ai bisogni di stabilizzazione della regione del Lago.

— Adoum Ahmat Lamana, Delegato Provinciale della Donna e dell’Azione Sociale, e Generale Saleh Haggar Tidjani, Delegato Generale della Provincia del Lago.

Infine, a livello individuale, i percorsi di ricostruzione testimoniano trasformazioni profonde. Kakangou Alhadji, sopravvissuta a violenze di genere, racconta:

Dopo le violenze subite, ero distrutta, sia fisicamente che moralmente. L’intervento del progetto a Magui è stato il mio respiro vitale. Il supporto ricevuto mi ha permesso di trasformare il mio dolore in forza. Oggi sono membro attivo del gruppo di parola e offro un primo sostegno psicologico alle altre donne. Il progetto mi ha dato una missione: fare in modo che nessuna donna della mia comunità si senta sola nella sua sofferenza.

Un contesto segnato da sfide persistenti

Dal 2015, la provincia del Lago è colpita dall’insicurezza legata ai gruppi armati affiliati a Boko Haram, aggravata da pressioni ambientali e dalla mancanza di opportunità economiche. Questa situazione ha causato spostamenti massicci di popolazione e il ritorno progressivo di ex associati ai gruppi estremisti nelle loro comunità.

La loro reintegrazione resta tuttavia complessa, a causa della stigmatizzazione, dei traumi e dell’accesso limitato ai servizi di base. Le donne pentite, in particolare, affrontano elevati livelli di marginalizzazione, oltre a maggiori rischi di violenza ed sfruttamento.

Rafforzare il ruolo delle donne nella pace e nella sicurezza

Di fronte a queste sfide, il progetto ha sostenuto il processo di DDRR degli ex associati ai gruppi affiliati a Boko Haram nella provincia del Lago, rafforzando il coinvolgimento delle organizzazioni femminili locali e l’accesso ai servizi di protezione.

Dal 2023, COOPI si è affermata come un attore chiave in questo ambito, valorizzando il ruolo delle donne nella prevenzione dei conflitti, nella mediazione comunitaria e nella ricostruzione del tessuto sociale.