19-01-2026 | di COOPI
Giordania. Protezione e scuola per 905 minori vulnerabili
Nelle aree di Amman, Madaba, Zarqa e Mafraq, in Giordania, 905 bambini e adolescenti vulnerabili hanno avuto accesso a servizi integrati di protezione, inclusione sociale e supporto educativo grazie al progetto “DAMEJ: Un approccio di protezione sociale inclusivo per i minori vulnerabili”, promosso dal MAECI attraverso AICS e implementato da COOPI – Cooperazione Internazionale – ETS, insieme al partner locale Mateen, tra agosto 2024 e gennaio 2026.
Il progetto ha rafforzato il sistema comunitario di protezione per i minori più vulnerabili tra rifugiati siriani – i principali beneficiari – e comunità ospitanti giordane. L’86% dei beneficiari ha riportato un miglioramento del proprio benessere e del senso di inclusione sociale.
Un approccio integrato contro vulnerabilità e esclusione
Grazie a un approccio integrato basato su case management (presa in carico), supporto psicosociale, servizi socio-sanitari, assistenza economica e referral specialistici, sono stati intercettati precocemente i minori in situazioni di rischio come lavoro minorile, abbandono scolastico, violenza, matrimoni precoci, isolamento sociale e sfruttamento.
Nel corso dell’intervento, 595 bambini e adolescenti sono stati presi in carico attraverso servizi di protezione dell’infanzia e supporto dedicato e il 95% di loro ha espresso soddisfazione per il sostegno ricevuto in relazione ai propri bisogni. Tale approccio ha garantito un supporto coordinato, riducendo la frammentazione dei servizi e facilitandone l’accesso, con un impatto concreto anche sulle famiglie, che oggi non sono più costrette a ricorrere a strategie negative di sopravvivenza come il lavoro minorile o il ritiro dei figli da scuola, ma possono contare su percorsi di protezione e sostegno più stabili e sicuri.
Salute e inclusione per i bambini con disabilità
Una particolare attenzione è stata dedicata ai minori con disabilità, spesso esclusi dall’accesso ai servizi essenziali soprattutto nelle aree fuori dalla capitale Amman, dove cure specialistiche e sevizi riabilitativi sono limitati o economicamente inaccessibili.
In totale, 224 bambini hanno ricevuto visite pediatriche e specialistiche, servizi riabilitativi e dispositivi di assistenza come sedie a rotelle, apparecchi acustici e occhiali. Per molte famiglie, si è trattato del primo accesso a cure adeguate e percorsi di supporto strutturati.
Da quando mio figlio ha ricevuto il supporto necessario, non è cambiata solo la sua salute. Ha ripreso ad andare a scuola con più serenità, si sente più sicuro di sé e partecipa di più alla vita comunitaria. Per noi genitori è stato un cambiamento positivo anche nella gestione quotidiana e nella riduzione delle difficoltà che affrontavamo.
ha dichiarato il genitore di uno dei bambini.
Il supporto socio-sanitario ha, infatti, avuto un impatto immediato nella vita delle famiglie, che hanno riscontrato una significativa riduzione della condizione di vulnerabilità dei figli e una maggiore stabilità, con un alleggerimento del carico quotidiano e un minore senso di isolamento nella gestione della disabilità.
Tornare a scuola, restare bambini
L’educazione è stata uno degli assi centrali dell’intervento. Attraverso l’assistenza in denaro per istruzione, protezione e trasporto scolastico, 590 minori vulnerabili stanno seguendo un percorso scolastico in modo continuativo, riducendo i rischi di abbandono e di lavoro minorile, soprattutto negli insediamenti informali e aree più marginalizzate.
Per loro ha significato tornare a una quotidianità fatta di scuola e relazioni, in cui poter semplicemente restare bambini. La totalità delle famiglie ha infatti riportato una frequenza più regolare e un miglioramento del rendimento scolastico, a conferma dell’impatto concreto dell’intervento sull’accesso all’istruzione e sulle opportunità di futuro.
Comunità più forti e adolescenti protagonisti
Accanto ai servizi diretti, DAMEJ ha investito nel rafforzamento delle reti comunitarie di protezione coinvolgendo istituzioni locali, organizzazioni della società civile e gruppi di adolescenti.
Attraverso quattro Adolescents Clubs, ragazze e ragazzi hanno progettato 12 iniziative dedicate all’inclusione sociale, alla prevenzione del bullismo e alla partecipazione giovanile. Tre di queste sono state finanziate come attività comunitarie: a Zarqa, i giovani hanno creato uno spazio sicuro per bambini con disabilità in attesa di servizi riabilitativi, a Mafraq hanno promosso attività inclusive e a Sahab hanno realizzato podcast e messaggi audio dedicati alla protezione dell’infanzia.
In un contesto caratterizzato da elevata vulnerabilità socioeconomica, da un elevato numero di minori rifugiati e dall’insufficienza di reti di protezione formale, questi ragazzi e ragazze hanno rafforzato competenze, fiducia in sé stessi e senso di partecipazione alla vita comunitaria, aprendo uno sguardo più positivo sul futuro.
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COOPI è attiva in Giordania dal 2007, dove lavora per promuovere la coesione sociale e la resilienza tra comunità ospitanti e rifugiati siriani, con interventi dedicati alla protezione dell’infanzia, all’accesso all’istruzione, al supporto psicosociale e all’emancipazione economica delle persone più vulnerabili.