22-04-2026 | di COOPI
Haiti. L'accompagnamento di Myrlande verso un parto sicuro
Al sesto mese di gravidanza, ospitata nel sito della scuola Vision Nouvelle a Tabarre, la signora Myrlande Adrien* non sa ancora che il suo percorso sarà segnato da una serie di allarmi medici e momenti critici. Persona internamente sfollata e madre di due figli, vive in un contesto di grande precarietà, come migliaia di altre famiglie nell’area metropolitana di Port-au-Prince.
Durante il suo primo incontro con l'équipe della clinica mobile di COOPI – Cooperazione Internazionale – ETS, le sue condizioni di salute destano immediatamente preoccupazione negli operatori sanitari, che rilevano una pressione arteriosa elevata. Viene quindi rapidamente indirizzata a una struttura sanitaria adeguata, dove rimane ricoverata per otto giorni e riceve le cure necessarie. Al ritorno nel sito, il follow-up non si interrompe: le équipe di COOPI continuano il monitoraggio della gravidanza nell’ambito delle attività comunitarie.
Al settimo mese si verifica una nuova complicazione. La sua pressione arteriosa risale in modo preoccupante, rendendo la gravidanza ad alto rischio. Di fronte all’urgenza, viene organizzato senza ritardo un nuovo trasferimento sanitario per garantirle un accesso rapido a cure specialistiche.
All’arrivo in ospedale, la situazione richiede una decisione immediata. Viene eseguito un taglio cesareo per salvare la vita della madre e del bambino, e il neonato viene preso in carico nel reparto di neonatologia, mentre Myrlande prosegue il recupero post-operatorio.
Nei giorni successivi, grazie a un attento follow-up medico, le condizioni di salute di madre e figlio migliorano progressivamente. Dopo un periodo di osservazione e cure, possono finalmente lasciare l’ospedale insieme, in buona salute.
Per la signora Adrien, questo momento segna molto più che una dimissione ospedaliera: è la fine di un periodo di angoscia e l’inizio di un profondo sollievo, reso possibile da un accompagnamento continuo, dal sito di sfollamento fino alla struttura ospedaliera.
Questa storia personale illustra il lavoro svolto nell’ambito del progetto “Risposta umanitaria per la protezione, la salute e l’igiene nell’area metropolitana di Port-au-Prince, Haiti”, realizzato da COOPI e finanziato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Le équipe garantiscono consulenze mediche, invii verso strutture specializzate, supporto psicosociale e attività di prevenzione in materia di igiene, nutrizione e protezione, in un contesto caratterizzato dalla presenza di persone sfollate, vittime del conflitto e della violenza di gruppi criminali organizzati—localmente chiamati “gang”—che controllano circa l’80% della capitale, inclusi Tabarre, Delmas, Pétion-Ville e il centro città.
Negli ultimi otto mesi, questo intervento ha permesso a 23.633 persone di accedere a cure sanitarie essenziali, ricevere assistenza medica ed essere indirizzate verso strutture specialistiche. Parallelamente, circa 4.000 persone sfollate interne sono state sensibilizzate su temi chiave di salute e protezione, rafforzando conoscenze, comportamenti preventivi e resilienza comunitaria.
ha dichiarato il capo progetto Beauzile Bregeneve.
Questo approccio integrato mira non solo a garantire l’accesso alle cure, ma anche un accompagnamento continuo delle persone più vulnerabili, rafforzandone la dignità, la sicurezza e la capacità di affrontare le situazioni di crisi.
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COOPI è presente in Haiti dal 2010 con progetti volti a ridurre i rischi di disastri, combattere il colera e la siccità, gestire i campi per sfollati, riabilitare gli alloggi e garantire la sicurezza alimentare, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità e rafforzare la resilienza delle comunità haitiane.
* nome di fantasia