Nord Darfur: 45 km di piste tagliafuoco salvano i raccolti
10-02-2020 | di COOPI

Nord Darfur: 45 km di piste tagliafuoco salvano i raccolti

Pascoli eccessivi e disboscamento incontrollato hanno mutato drasticamente il paesaggio di Mellit, Mallah e Um Kaddada, nel Darfur settentrionale, causando il rapido declino delle aree boschive, ridotte a una vegetazione di piccoli arbusti e strisce di erba rasata. Per mitigare il rischio di incendi nei periodi di prolungata siccità, lo staff di COOPI ha formato le comunità locali e fornito loro gli strumenti necessari alla realizzazione di 45 km di piste tagliafuoco, proprio in queste aree.

108 persone, prevalentemente donne, hanno partecipato alla costruzione delle piste e hanno preso parte ad attività di cash for work: per il lavoro svolto, le beneficiarie hanno infatti ricevuto un compenso tra le 2.000 e le 3.000 sterline sudanesi.

Un gruppo di donne partecipa alla realizzazione delle piste tagliafuoco nel Nord Darfur

La realizzazione di piste tagliafuoco rientra tra le attività previste dal progetto “Rafforzare la resilienza delle comunità locali verso i cambiamenti climatici”, finanziato dall’Unione Europea e che si concluderà ad agosto 2020. Queste piste fungono da misura di mitigazione degli incendi stagionali: creando un’intercapedine artificiale nella vegetazione è possibile generare una barriera che rallenti o arresti la propagazione di incendi spontanei o dolosi.

Come osserva John Bosco Wale, Capo Progetto di COOPI in Sudan, “le piste tagliafuoco preserveranno i pascoli, le foreste, i campi coltivati e le case; inoltre, permetteranno di migliorare la quantità di biomassa e di biodiversità delle zone interessate dal progetto”.

Una delle piste tagliafuoco completata (20 m)

Preservando i raccolti e migliorando la sostenibilità ambientale, continua Wale, “ridurremo anche i conflitti tra pastori e agricoltori per il controllo delle aree verdi e garantiremo una maggiore coesione sociale nell’affrontare i già difficili effetti dei cambiamenti climatici che affliggono il Darfur settentrionale”.

Il progetto finanziato dall’Unione Europea si inserisce in un contesto in cui il cambiamento climatico e l'impatto umano sul territorio, legato alla crescente richiesta di legna, hanno portato all'esaurimento delle risorse naturali e all’aumento delle tensioni interne. Migliorando la gestione delle risorse naturali e quindi della salute ambientale, COOPI si propone sia di ripristinare i mezzi di sussistenza chiave per le comunità, che di ridurre i conflitti e l’elevato numero di sfollati interni.