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Risposta umanitaria e resilienza per le comunità dell’Hodh El Chargui

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La regione dell’Hodh El Chargui, nel sud-est della Mauritania, affronta sfide legate alla sicurezza alimentare, all’accesso ai servizi essenziali e alla crescente pressione sulle risorse naturali. In questo contesto, segnato anche dall’arrivo di persone in fuga dal vicino Mali, rafforzare la resilienza delle comunità e garantire servizi inclusivi rappresenta una priorità per uno sviluppo sostenibile del territorio.

Da maggio 2025 a marzo 2027, COOPI – Cooperazione Internazionale realizza il “Progetto integrato per rafforzare la resilienza e l'accesso inclusivo ai servizi sanitari di base e di protezione a beneficio dei più vulnerabili in Hodh El Chargui”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. L’intervento è attuato nei dipartimenti di Amourj, Adel Bagrou, Djiguenni e Bassikonou, dove si trova il campo profughi di Mberra, da un consorzio guidato da COOPI insieme a CISV ETS – Comunità Impegno Servizio Volontariato ETS, in collaborazione con le organizzazioni mauritane AED – Assistance Education ed ECODEV – Ecologie Développement.

Il progetto affronta le cause della vulnerabilità attraverso un approccio Nexus che integra risposta umanitaria e rafforzamento della resilienza, coinvolgendo rifugiati, ritornati e comunità ospitanti in un percorso comune di inclusione e sviluppo. Particolare attenzione è rivolta a donne, bambini e persone con disabilità, promuovendone la partecipazione attiva e il ruolo nella vita delle comunità.

Alle attività per rafforzare la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza — attraverso il sostegno alla produzione agro-pastorale, gli orti comunitari e il miglioramento dell’accesso all’acqua — si affiancano interventi per ampliare l’accesso a servizi sanitari e nutrizionali inclusivi. Il progetto promuove inoltre la protezione delle persone più vulnerabili e la coesione sociale, attraverso il supporto a donne e minori vittime di violenza o tratta e la creazione di comitati comunitari per la prevenzione dei conflitti e la convivenza.


Il progetto è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo