Sudan. Dopo 20 giorni di fuga, aiuti essenziali a 200 famiglie sfollate a Khartoum
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10-02-2026 | di COOPI

Sudan. Dopo 20 giorni di fuga, aiuti essenziali a 200 famiglie sfollate a Khartoum

Dopo oltre venti giorni di fuga in condizioni estreme, tra insicurezza diffusa e ripari di fortuna, 200 famiglie provenienti da El Fasher, nel Nord Darfur, e dall’area del Kordofan hanno finalmente raggiunto lo Stato di Khartoum. Qui, dall’1 al 4 febbraio, COOPI – Cooperazione Internazionale ETS ha distribuito kit di prima necessità per sostenere i bisogni più urgenti delle persone sfollate.

L’intervento ha riguardato i campi di Umbada Dar es Salaam, dove le famiglie si sono stabilite al termine di un viaggio estenuante. I kit comprendevano stuoie, coperte, torce a energia solare, zanzariere e sapone per l’igiene personale: beni essenziali per affrontare le prime fasi dell’emergenza e migliorare condizioni di vita estremamente precarie.

L’azione si inserisce nel progetto “Assistenza umanitaria salvavita, protezione, accesso ai servizi igienico-sanitari di base e riduzione del rischio di disastri per i gruppi vulnerabili e le comunità sfollate nello Stato di Khartoum”, finanziato dalla Cooperazione Italiana e implementato da COOPI.

A rendere l’intervento ancora più significativo è stata la continuità dell’assistenza: molte delle famiglie raggiunte erano già state supportate da COOPI a El Fasher nell’ambito di un precedente progetto di risposta rapida nel settore WASH, finanziato dal Sudan Humanitarian Fund.

Quando queste famiglie ci hanno rivisto a Khartoum, l’impatto è stato molto forte: un momento di grande valore umano. Siamo riusciti a continuare a supportarle lungo un percorso segnato da perdite, spostamenti forzati e condizioni di estrema precarietà.

ha dichiarato Marco Loiodice, Capo Missione COOPI in Sudan.

Episodi come questi dimostrano quanto sia fondamentale garantire continuità all’assistenza, non solo sul piano pratico ma anche simbolico.

La distribuzione è stata realizzata in risposta al recente aggravarsi della crisi nel paese, in seguito alla presa di El Fasher da parte delle Forze di Supporto Rapido, che ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza, dirigendosi a piedi verso la capitale.

Le famiglie raggiunte sono per lo più guidate da donne, spesso sole, in quanto gli uomini sono deceduti o dispersi durante il viaggio, e frequentemente sopravvissute a situazioni di violenza. La loro presenza era stata segnalata dalle autorità locali in occasione di una visita della Cooperazione Italiana.

Il progetto contribuisce alla risposta umanitaria alla crisi in Sudan, fornendo assistenza integrata alle popolazioni colpite dal conflitto iniziato il 15 aprile 2023 e dalle ricorrenti catastrofi naturali. In particolare, sostiene le comunità più vulnerabili, con un focus sull’area di Karrari, nello Stato di Khartoum, promuovendo il miglioramento delle condizioni di vita di sfollati interni e comunità ospitanti attraverso soluzioni durevoli e inclusive. L’approccio integra attività di protezione, assistenza in denaro e riduzione del rischio di disastri.

COOPI continuerà a essere al fianco delle popolazioni colpite dalla crisi, garantendo un sostegno costante e assicurando la continuità dell’assistenza agli sfollati.

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COOPI opera in Sudan dal 2004, fornendo assistenza umanitaria alle comunità colpite da conflitti e calamità naturali. Oggi mantiene un ufficio operativo a Khartoum e ha consolidato la propria presenza nel Nord Darfur, con basi a Mellit, Tawila ed El Fasher. In un contesto in continua evoluzione, l’organizzazione adatta i propri interventi per rispondere ai bisogni emergenti, operando nei settori della sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza, acqua e igiene, rifugi e beni non alimentari, e rafforzando le attività di protezione a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione.