Etiopia. Risposta integrata alla siccità per oltre 170.000 persone
21-01-2026 | di COOPI

Etiopia. Risposta integrata alla siccità per oltre 170.000 persone

Nella regione dei Somali, nello specifico nei woredas di Dollo Ado e Dollo Bay woreda, la crisi climatica non è una minaccia futura bensì una realtà quotidiana caratterizzata da siccità ricorrenti e carenza idrica, che compromettono gravemente le fonti di sostentamento e la resilienza delle comunità pastorali. A fronte di tale emergenza, COOPI – in consorzio con Save the Children e con il sostegno del MAECI attraverso AICS – ha implementato il progetto “RISE: Risposta integrata e inclusiva all’emergenza siccità nella regione somala dell'Etiopia attraverso interventi di WASH, Salute, Nutrizione e Assistenza in denaro multiuso”, avente come obiettivo la mitigazione di tali effetti attraverso il miglioramento dei servizi sanitari, nutrizionali e acqua e igiene.

Il progetto si è concluso a dicembre 2025 e ha garantito una risposta umanitaria integrata aiutando oltre 170.000 persone comprensive di comunità ospitanti, sfollati interni e rimpatriati. Il capo missione Andrea Canneti spiega che nel periodo di attuazione del progetto le conseguenze climatiche si sono esacerbate, aumentando in modo significativo la vulnerabilità della popolazione.

A fronte degli alti tassi di malnutrizione e di un accesso limitato ai servizi sanitari e WASH essenziali, si è confermata l’urgenza di tale intervento. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle donne in gravidanza e in allattamento e ai bambini.

Sistemi idrici solari

COOPI ha risposto riabilitando e costruendo 8 sistemi idrici sostenibili alimentati a energia solare, che oggi permettono a circa 20.000 persone di accedere ad acqua sicura senza dipendere dal combustibile, i cui costi sono particolarmente elevati. Grazie all'uso di tecnologie sostenibili, il progetto ha garantito un approvvigionamento idrico affidabile e sicuro, consentendo ai membri della comunità di resistere ai frequenti shock causati dalla siccità e dalla crisi climatica.

Salute e nutrizione

Tra le principali sfide vi è stata garantire l’accesso a servizi essenziali in un contesto dove solo il 58% delle donne incinte riceveva cure prenatali. Le attività di sensibilizzazione e informazione condotte hanno avuto esito positivo, registrando un incremento di tale percentuale al 78%. Parallelamente, la lotta alla malnutrizione ha portato allo screening di quasi 40.000 individui, trattando con successo 11.518 bambini affetti da malnutrizione acuta grave e 24.960 da malnutrizione acuta moderata, con un tasso di mortalità dello 0%.

Acqua e igiene

Sono stati distribuiti kit igienici e di dignità a 500 nuclei familiari e assistenza in denaro a 850 famiglie in condizione di vulnerabilità. Le campagne di igiene e sanità hanno raggiunto più di 1.500 famiglie, fornendo alla comunità conoscenze fondamentali per prevenire le malattie trasmesse dall'acqua e mantenere gli standard sanitari durante la siccità. Sono stati formati sul campo 147 operatori sanitari, supportati 296 gruppi comunitari e formati 4.440 membri per promuovere pratiche nutrizionali e sanitarie corrette.

L’impatto positivo è stato riconosciuto dalle autorità locali. Durante la cerimonia di consegna delle attrezzature mediche a Dollo Ado, il Capo dell'Amministrazione del Woreda ha dichiarato che l'assistenza fornita è stata "oltre l'immaginazione" e che le parole non possono esprimere appieno la gratitudine della comunità.

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COOPI è presente in Etiopia dal 1995, con interventi di sviluppo e di assistenza umanitaria a supporto dei gruppi più vulnerabili, tra cui gli sfollati interni a causa di conflitti e/o catastrofi di origine naturale, attraverso un approccio multisettoriale e integrato volto a migliorare la resilienza delle comunità e la tutela delle risorse naturali. Nel tempo ha raggiunto oltre 10.000.000 beneficiari diretti implementando 164 progetti nel Paese. COOPI concentra la sua azione sull’assicurare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, la sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza.

Foto credits: Alessandro Gandolfi