RDC. Un nuovo modello di riparazione per le vittime del conflitto
20-07-2026 | di COOPI

RDC. Un nuovo modello di riparazione per le vittime del conflitto

Per molte persone in Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, la guerra continua a lasciare segni profondi. Traumi, problemi di salute, perdita dei mezzi di sussistenza e difficoltà economiche rendono ancora oggi complesso ricostruire la propria vita. Per questo, dal 2021 COOPI – Cooperazione Internazionale ETS, insieme al partner locale PADI,  realizza il programma "Risarcimenti collettivi sotto forma di servizi alle vittime", finanziato dal Trust Fund for Victims della Corte Penale Internazionale. Attraverso un percorso che integra sostegno psicologico, cure mediche, istruzione e opportunità di reddito, accompagna migliaia di persone colpite dal conflitto nel recupero dell'autonomia e della dignità.

L'intervento rientra nelle misure di riparazione disposte dalla Corte Penale Internazionale a favore delle vittime dei crimini per cui Thomas Lubanga Dyilo e Bosco Ntaganda sono stati riconosciuti colpevoli. Più che un risarcimento economico, offre un insieme di servizi costruiti sui bisogni delle persone, con l'obiettivo di favorire il recupero del benessere, dell'autonomia economica e della partecipazione alla vita della comunità.

Salute mentale: ritrovare fiducia in sé e negli altri

Il percorso inizia dall'ascolto. Colloqui individuali, terapie specialistiche e attività di gruppo aiutano le persone a elaborare le esperienze vissute durante il conflitto e a rafforzare le proprie capacità di affrontarne le conseguenze.

Finora sono state prese in carico oltre 2.000 persone, e quasi altrettante hanno concluso con successo il loro percorso terapeutico con miglioramenti nel benessere psicologico e delle relazioni familiari e sociali.

Cure mediche per recuperare autonomia

Accanto al sostegno psicologico, il progetto garantisce visite mediche, trattamenti specialistici, ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici quando necessari. Particolare attenzione è dedicata alle persone sopravvissute a violenze sessuali, che ricevono assistenza in un contesto riservato e protetto.

Ad oggi sono stati effettuati screening sanitari per oltre 2.000 beneficiari e oltre cento persone hanno avuto accesso a cure specialistiche. Più di 50 beneficiari hanno inoltre ricevuto protesi che hanno permesso loro di recuperare mobilità e autonomia.

Istruzione e lavoro per guardare al futuro

La riparazione non si conclude con le cure: significa anche poter tornare a studiare, imparare un mestiere o avviare una piccola attività economica.

Per questo il programma sostiene il reinserimento socioeconomico delle vittime attraverso formazione professionale, accompagnamento tecnico, sostegno all’imprenditorialità e capitale iniziale per avviare attività generatrici di reddito. Allo stesso tempo ha permesso a quasi 4.000 bambini e ragazzi di continuare il proprio percorso scolastico, contribuendo a ridurre il rischio di esclusione e povertà.

Dalla riparazione individuale alla ricostruzione delle comunità

L'esperienza maturata in Ituri mostra che le riparazioni possono diventare uno strumento concreto di ricostruzione quando mettono al centro i bisogni delle persone. In un contesto ancora fragile, questo modello dimostra che accompagnare le vittime in un percorso di lungo periodo significa non solo rispondere ai bisogni immediati, ma creare le condizioni perché possano costruire nuove opportunità per sé, per le proprie famiglie e per il territorio in cui vivono.

La riparazione diventa così non solo una risposta alle conseguenze del passato, ma anche il punto di partenza per un processo di riconciliazione e di costruzione della pace.

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Presente nel Paese dal 1977, COOPI è impegnata da decenni nel rafforzamento della sicurezza nutrizionale della popolazione. Nel 2025 l'organizzazione ha implementato sei progetti, raggiungendo 248.783 beneficiari.