Niger, educare contro ogni manipolazione

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Nel Bacino del Lago Ciad, area in cui un gran numero di famiglie è sfollato a causa dell’ingente crisi umanitaria in corso, COOPI sta operando in consorzio con la ONG francese Handicap International per formare 35 insegnanti ad assistere i bambini e gli adolescenti bisognosi di sostegno psicosociale. Il percorso si colloca all’interno di un progetto finanziato da ECHO della durata di 12 mesi, avviato il primo Giugno di quest’anno e finalizzato a «garantire un equo accesso a un’istruzione di qualità in un ambiente sicuro».

COOPI considera l’educazione cruciale non solo per le prospettive future di carriera a cui dà accesso, ma anche perché favorisce lo sviluppo di una coscienza critica personale, a sua volta forma eccellente di autotutela dalle manipolazioni psicologiche. Questa risorsa risulta particolarmente importante se contestualizzata alla situazione del Bacino, dove Boko Haram forza il reclutamento di molti “petit-soldats” (piccoli soldati) incapaci di opposizione facendo leva, oltre che sulla violenza fisica, sull’indottrinamento ideologico e religioso. Le attività in corso mirano a instillare tale resistenza intellettuale non solo nei piccoli beneficiari, ma, per estensione, anche nei loro genitori. Queste le parole di Francis Allarassem, capo del progetto:

[…] La particolarità di questo progetto è che COOPI collabora con i membri della comunità non solo nell’assicurare la protezione dei loro figli, ma anche per fare in modo che loro stessi possano esercitare questa funzione una volta terminato il progetto.


COOPI ha aperto 9 centri di educazione temporanea nei siti che accolgono gli sfollati, dove 720 alunni tra i 6 e i 14 anni usufruiscono del sostegno all’istruzione. Handicap International ha sviluppato con gli insegnanti una metodologia di insegnamento adatta a tutti i bambini che si avvale di modalità alternative di apprendimento, tra le quali l’educazione non formale, che rappresenta un approccio inclusivo pensato per consentire il progredire anche dei bambini con difficoltà. Precisa Allarassem:

L’educazione non formale è un processo in cui gli alunni studiano per 4 anni con metodi accelerati che tengono conto, alla fine del secondo anno, dell’integrazione dell’aspetto pratico, finalizzata per alcuni di loro a esperienze di apprendistato e per altri alla reintegrazione dell’istruzione formale a un livello più alto.

Il progetto si avvale comunque di un percorso di educazione tradizionale, veicolato attraverso programmi tenuti in dieci scuole presso i villaggi locali, per un totale di 2.045 studenti raggiunti.
Nel corso del primo anno sono state costruite 5 aule, con supporto fornito agli studenti mediante l’erogazione di kit scolastici e di libri di testo agli insegnanti. Sono state inoltre formate associazioni di genitori e insegnanti per garantire un controllo periodico degli insegnamenti impartiti.

 


Dal 20 novembre 2017 è attiva la campagna “Aiuta un guerriero”, attraverso la quale COOPI vuole rafforzare le attività di educazione e protezione rivolte a bambini e bambine delle zone colpite da crisi umanitarie. Visita il sito della campagna e dona ora

Jasmine, protagonista della campagna "Aiuta un guerriero" di COOPI.

Niger, educare contro ogni manipolazione ultima modifica: 2017-12-13T12:21:33+00:00 da coopi