14-07-2026 | di COOPI
L'emergenza invisibile: il terremoto in Venezuela oltre i dati ufficiali
Mentre i bollettini ufficiali contano i danni, la valutazione rapida dei bisogni condotta dal Consorzio ÍNTEGRAS, guidato da COOPI - Cooperazione Internazionale, svela una drammatica realtà: due famiglie colpite su tre sono completamente escluse dagli aiuti istituzionali.
A quasi tre settimane dai devastanti terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito la regione centro-settentrionale del Venezuela, i dati ufficiali della catastrofe continuano a salire di giorno in giorno. L’ultimo bilancio diffuso da OCHA fotografa uno scenario drammatico: 4.490 morti, oltre 16.740 feriti e quasi 18.000 persone rimaste improvvisamente senza una casa. Eppure, esiste una crisi profonda e ancora più complessa: l’emergenza degli "invisibili" del sisma.
Tra il 27 giugno e il 3 luglio 2026, il Consorzio ÍNTEGRAS – l'alleanza strategica che unisce COOPI (in qualità di capofila), la Federazione Luterana Mondiale (FLM), HIAS, PALUZ e PLAFAM – ha realizzato sul campo una valutazione rapida dei bisogni nei tre stati più colpiti (Caracas, Miranda e La Guaira), conducendo indagini in 17 rifugi temporanei formali, 15 comunità e 7 località diverse. L'obiettivo principale è stato analizzare la reale situazione non solo nei centri d'accoglienza formali, ma anche all'esterno di essi, per raggiungere le aree dove l'assistenza è ancora poca.
I risultati emersi hanno mostrato un divario umanitario impressionante. Due famiglie colpite su tre, infatti, non dormono più nella propria abitazione, ma non si trovano all'interno dei rifugi formali. Vivono all'aperto, in tende di fortuna o sono ospitate da parenti in condizioni di estrema precarietà. Al momento della rilevazione del Consorzio, nessuna di queste famiglie residenti fuori dai rifugi temporanei formali era mai stata contattata da un’organizzazione umanitaria o istituzionale. Il 53% di loro ha perso completamente ogni fonte di reddito e si scontra con una barriera informativa drammatica: il 79% non ha ricevuto alcuna informazione ufficiale su cosa fare dopo il disastro e l’84% dichiara di essersi imbattuto in notizie false o contraddittorie.
Nelle zone più colpite, come il Distretto Capitale, lo stato di Miranda e l’area costiera de La Guaira, intere comunità impaurite dalle oltre 1.000 scosse di assestamento continuano a spostarsi spontaneamente verso le alture, allontanandosi di fatto dagli ospedali e dai punti di distribuzione tradizionali.
La risposta umanitaria deve avere la capacità di arrivare anche dove non si vede, superando i confini fisici dei rifugi istituzionali. Fuori dai centri ufficiali ci sono migliaia di donne, bambini e persone con patologie croniche che affrontano un isolamento totale, senza acqua sicura, senza reddito e privi di informazioni affidabili su come ricevere assistenza. Il nostro impegno come Consorzio ÍNTEGRAS è strutturato proprio per attivare squadre mobili e strategie di ricerca attiva, intercettando i bisogni più vulnerabili ovunque essi si trovino.
dichiara Stefano Brigoni, Capo Missione di COOPI in Venezuela.
COOPI, presente in modo permanente in Venezuela dal 2019 con progetti sia di sviluppo sia di assistenza umanitaria, si è attivata immediatamente per supportare la popolazione più vulnerabile colpita dai terremoti, offrendo una risposta multisettoriale basata sulla protezione di donne e bambini rispetto alla violenza, supporto psicosociale, e distribuzione di kit igienici e di kit dignità.
Per aiutare la popolazione rifugiata nelle aree più remote e “invisibili”, dove il bisogno è maggiore, sostieni COOPI adesso.
DONA PER L'EMERGENZA IN VENEZUELA: https://dona.coopi.org/terremoto-venezuela/~mia-donazione